sabato 28 giugno 2008

Il Foglio. "Premiata macelleria telefonica"

Cifre, trucchi e mercato nero. Guida contromano a tutto ciò che non avete mai saputo sulle intercettazioni e a tutto ciò che succede sottobanco tra magistrati, avvocati e giornalisti

3 commenti:

Bachisio ha detto...

Gran bell'articolo, complimenti. Personalmente ritengo che il punto non sia la divulgazione delle intercettazioni,nemmeno di quelle “irrilevanti” o che fanno gossip, il problema sta a monte,ovvero nell'abuso delle intercettazioni come mezzo di indagine e nella sostituzione della ricerca della prova concreta con l'apparenza verosimile, ossia con un simulacro di prova. Una volta che si son prodotte le intercettazioni è materialmente impossibile impedirne la fuga e la relativa pubblicazione,perciò le vere alternative sono paradossalmente solo due: 1) non fare le intercettazioni, 2) liberalizzarle consentendo a chiunque di farle.
La questione centrale è che non sappiamo gestire le intercettazioni, non le sa gestire l'opinione pubblica che ne fa una gogna,non le sa gestire la magistratura, come dimostra il caso del Gargano, non le sa gestire la politica e non le sa gestire la stampa; questa incapacità non è occasionale, non è nemmeno una eccezione, oramai sono troppi e ben documentati i casi, ma rappresenta un limite culturale specifico. Sono convinto che non servono né nuove sanzioni contro i giornali che pubblicano le intercettazioni, né limitare queste ultime a particolari tipi di reato, l'unica soluzione è una moratoria sulle intercettazioni di almeno due anni, forse questo ci permetterebbe di maturare una maggiore consapevolezza del mezzo e di apprendere a farne un uso più civile.

Claudio Cerasa ha detto...

Grazie. Personalmente, sono dell'idea che le intercettazioni non andrebbero trascritte. Mai. Andrebbero ascoltate, andrebbe selezionata dalle conversazioni la notizia criminis, la notizia criminis dovrebbe essere portata in fase di dibattimento e confermata. In fondo si sa che il nostro impianto processuale non è più accusatorio ma inquisitorio, dunque non si capisce che cazzo c'entri trascrivere anche le parti irrilevanti delle intercettazioni. Vanno comunque dimostrate in un secondo momento, e proprio per questo a mio avviso (visto che il problema è la divulgazione delle conversazioni e non lo strumento delle intercettazioni in sè) si dovrebbe studiare un modo per evitare che tutte quelle chiacchierate vengano trascritte in questo modo.

Anonimo ha detto...

Ma scusate, usiamo un po' di semplicissimo buon senso, senza tante sofisticherie che sembrano proprio da intellettuali di sinistra...
Ma se io non ho fatto niente di sbagliato, niente di contro la legge... che cosa ho da temere se mi intercettano?
Mi sputtanano con la moglie? Beh, ma se così fosse, tanto meglio perderla la moglie...
Mi sputtanano con l'opinione pubblica? Scusate ma che cos'e' l'opinione pubblica.