lunedì 31 marzo 2008

Oggi voterei

Oggi voterei Lega Nord perché odio chi come me pensa all'Expo e dentro di sè dice "ma sti cazzi".

Sondaggi ultimissimi

Dunque, pare che Pd+Idv sia a 37 per cento, Pdl al 44. Al Senato però, come avrebbe voglia di dire Mannheimer ogni volta che si ritrova Boselli in trasmissione, so cazzi: 167 senatori Pdl, 128 Pd.

Il Foglio.it "Il grande broglio del tifo e del voto utile"

Se il voto utile funziona come il tifo utile, e se il Partito democratico deve inevitabilmente ispirarsi, per contrapposizione antropologica, a quanto ci sia di più lontano dalle indiavolate bande verticali rossonere del candidato Silvio Berlusconi, dunque all’Inter, Walter Veltroni dovrebbe cominciare a ricordarsi cosa successe cinque anni fa all’Olimpico, e tre giorni fa nello stesso maledetto stadio, con quella squadra che ieri come oggi, affidandosi all’utopia del tifo utile del tifoso laziale, pensava di essere rapidamente eletta “prima squadra d’Italia” secondo probabili ma avventati calcoli statistici. La teoria del tifo utile, così come quella del voto utile, è un gran boiata; e funziona in modo inversamente proporzionale alla probabilità statistica che any given sunday vada in gol un ex giocatore del Palermo che giochi in una qualsiasi squadra che non sia il Palermo. Il tifo utile, cioè tutta la storia delle tifoserie gemellate che condividerebbero le proprie forze contro un nemico comune a costo di sacrificare parte del proprio bottino di classifica, non ha mai funzionato: non ha funzionato il 5 maggio di qualche anno fa, con Ronaldo in lacrime all’Olimpico e con la Lazio che ha inutilmente vinto una partita che tutto l’Olimpico voleva che vincesse l’Inter; non ha funzionato tre giorni fa, quando in Tribuna Monte Mario erano più i tifosi d’alazzieta a essere preoccupati da una possibile futura rimonta della Roma contro l’Inter piuttosto che da una possibile vittoria della Lazio contro il Mancio; non funzionerà neanche in Emilia Romagna e in Toscana, dove il Pd, nelle regioni in cui avrà il petto gonfio di una vittoria certa, consiglierà segretamente di convincere i propri elettori a foraggiare di consenso elettorale anche quel partito, la Sinistra, che potrebbe togliere voti ai diavoletti del Pdl. Non funzionerà, perché dacché mondo è mondo ogni volta che si ragiona con numeri, con voti e con tifo utile, finisce con un Ronaldo che piange in panchina e finisce che il Pd, così come l’Inter, invece che capire che il modo peggiore per fottere un avversario è quello di farlo in coppia, non si renderà mai conto che oggi, semplicemente, si dovrebbe essere sinceri, si dovrebbe dare un’occhiata alle squadre che sono in campo e una volta lette le formazioni si dovrebbe ripetere ad alta voce quello che Nereo Rocco diceva alla fine delle interviste. “Vinca il migliore. Cioè, Speremo de no”.

Claudio Cerasa
31/03/08

Eterogenesi dei Fini

Da quando Gianfraco Fini dice cose intelligenti, "Se un paese individua i covi o le rampe dalle quali partono i missili, quella democrazia ha il diritto di intervenire per sdraicare il terrorismo", la gente non se lo caga più.

Oggi sono preoccupato, e sto cercando di capire cosa voto


Dunque, il partito più vicino a me sembra essere quello del candidato premier Marco Ferrando (meno male, fino a ieri sera dai discorsi che facevo con me stesso mi ero convinto di essere più vicino a Ciarrapico che a Bertinotti). Comunque simpatico, Ferrando: grazie del consiglio, ma oggi credo proprio che non voterò né Ferrando, né Sinistra Arcobaleno. Voterò così:



Senato (dove per la prima volta posso votare, ma qualcuno un giorno mi dovrà spiegare che senso ha che sotto i 25 anni non si vota al Senato?): Pd.
Camera: Aborto? No, grazie.
Comunali: Voto disgiunto: Rutelli sindaco e Pd.
Circoscrizione: Pd.


Elezioni 2008. Io sono qui. E tu dove sei?

Speriamo nun se spogli

Lunetta Savino: "Il 14 aprile ci sarà una bella sorpresa".

Marco Travaglio, ultimo libro

Sto leggendo l'ultimo libro del duo Travaglio-Gomez. Ci sono delle perle notevoli, tipo le agenzie stampa del 1996 dove i leghisti paragonavano Berlusconi a un "Kaiser in doppiopetto" etc. Il libro è molto dettagliato ma bastano un paio di pagine per capire che, davvero, ci sono cose che proprio non ce la si fa. O si è in malafede oppure non so davvero. Travaglio e Gomez riportano la fedina penale dei prossimi membri del parlamento, ma qualcuno dovrebbe spiegargli che non è il massimo della correttezza riportare pagine, pagine, pagine di cose "moralmente disdicevoli" e poi scrivere, piccolo piccolo in una riga, assolto; prosciolto; prescritto. Ok: prescritto è una cosa un po' diversa, ma se dobbiamo fare la radiografia di qualcuno, per quale cazzo di motivo oltre alle motivazioni di un rinvio a giudizio non devo leggere anche quelle relative a una cazzo di assoluzione? A me questa cosa del travaglismo mi fa rivoltare. Dopo di che, qualcuno gli ricordi che Veltroni nel 2006 non ha battuto Tajani (pagina 341) e qualcuno gli ricordi che quando parla dell'intervista che Veltroni ha rilasciato al Foglio, 18 dicembre 2007, non c'entra nulla con il fatto che qualcuno ha "iniziato a strillare contro la lege sull'aborto". Scrive Gomez e scrive Travaglio, ultimamente ertosi a baluardo della critica ai processi fatti in tv (se vi è sfuggito, due settimane fa ha scritto che "Per la verità ho scritto decine di articoli contro i processi fatti in tv"): "Appena Giuliano Ferrara ha iniziato a strillare contro la legge sull'aborto - scrivono Travaglio e Gomez - , ha subito annunciato un incontro con lui, precipitandosi a rilasciare un'intervista al Foglio". Porca miseria. Peccato che l'intervista l'ho fatta Cerazade e peccato che l'Assemblea generale dell'Onu ha detto sì alla moratoria sulla pena di morte proprio il giorno in cui l'intervista è uscita, il 18 dicembre (qui). Eppoi, sarà pur vero che, come scrive Travaglio, "Adriano Sofri è stato condannato definitivamente per l'omicidio Calabresi". Ma se non fosse in malafede, come chiunque parla di Sofri dovrebbe fare, Travaglio dovrebbe gentilmente scriver accanto al "condannato definitivamente" anche i gradi di giudizio, anche tutti gli appelli, anche tutte le sentenze contraddittorie della Cassazione, anche dire che la testimonianza pentito da cui partì tutto, Marino, la stessa Cassazione l'aveva ritenuta inattendibile. Non c'entra nulla con il libro, ma fa girare le palle ugualmente.

domenica 30 marzo 2008

Messaggio per il Bruno Leoni

Oggi, sul Sole, in un bellissimo articolo Marco Onado scrive che "la liberalizzazione estrema ha fallito nel momento della verità" e che il capo di Deutsche Bank, Josef Ackermann, ha detto di "aver perso la fede nella capacità del mercato di correggere autonomamente i propri errori". Chissà che risate lì, dalle parti di Putin.

In vena di qualunquismo e di considerazioni sul "modello Roma"

Atteso ardentemente dalla società civile, presto arriverà un mio contributo su Roma, sul veltronismo, sul rutellismo (ché, come direbbe Jonathan Safran Foer, “è una cosa che io conosco”). Per il momento, parlando a cena per una sera non di cannule e non di aborto, ho riassunto il mio pensiero con una formula che si addice perfettamente alla mia esperienza di venerdì sera, che riassumo: macchina, parcheggiata a Trastevere in una via dove il carrattrezzi non può passare; macchina parcheggiata orizzontalmente dietro il culo della mia macchina in una via dove il carrattrezzi non può passare; la macchina, bianca modello citroen, un suv ma io non ho nulla contro i suv, rimane lì dopo tre timide strombazzate; mi avvicino, nervoso, a una volante della polizia; la volante, di fronte a un bar, mi suggerisce di chiamare i vigili; chiamo i vigili; i vigili mi passano altri vigili che mi passano altri vigili che, ascoltata la mia disquisizione sulla difficile condizione in cui si trovava la mia macchina, ammettono di non avere pattuglie vicine (fino a qualche mese fa Trastevere era invece diventata "blindata", per via di qualche spacciatore che è ritornato a lavorare in piazzetta passati i dieci giorni di rinforzo mediatico dei poliziotti di quartiere) e, prendendo dunque il vigile in esame la subordinata del "ah cojone! Me sa che non potemo fa nulla", il suddetto vigile mi suggerisce di "chiedere a qualcuno lì vicino nei locali se per caso ha messo la macchina fuori posto". Giuro, testuale. Quel qualcuno, che sia maledetto, non c'è; e io me ne vado a piedi. A piedi: perché nel quartiere più cool di Roma non c'è una cazzo di metro, il passaggio degli autobus notturni a Roma viene quotato dai bookmakers di Testaccio con la stessa quota che si dà alla possibilità che ci sia un bagaglio perso a Fiumicino, dunque molto bassa; così torno a casa con mio padre; vado a cena; finisco la cena e penso che se la macchina dovesse rimanere lì, a Trastevere, domattina sarei tornato e avrei trovato una bella multa; dunque torno a Trastevere; da Piazza Cavour a Trastevere ci sono circa tre km, che in macchina la notte a Roma significa 25 minuti di coda inspiegabile; e in effetti i minuti sono venticinque; arrivo a Trastevere, la macchina bianca è ancora lì; chiamo i vigili, i vigili dicono che tra 'npo arrivano; vedo una porta sul retro di un locale, busso e chiedo se, per caso, ci fosse qualche figlio di puttana che avesse parcheggiato lì; c'è, ed è una figlia di puttana; a quel punto, giusto per capire lo spirito del romano che cesaffa, la romana che esce dal retro del locale, scossa, mi dice che non è possibile (e qui arriva il superbo): non ci credo, dice rammaricata: solitamente lascio il bigliettino dietro il parabrezza. Mi spiace non averlo lasciato. Ma non mi lascia finire? C’è bisogno di arrabbiarsi, mi chiede dopo averle confessato che avrei provato un gran gusto a bucarle le ruote con un punteruolo gigante con cui, venerdì sera, avrei volentieri messo una x sul nome di Alemanno. Poi però mi è passata, ma parlando ancora un po’ di argomenti tipo “traffico”, “buche”, “metro”, “vigili”, “bus”, “tram”, (da Trastevere a Prati ho contato 55 macchine in doppia fila) etc, mi è venuta fuori forse una poco generosa ma credo opportuna definizione degli ultimi anni di governo romano. Veltroni, che voterò comunque al Senato, è stato un sindaco molto bello. Buono però è una cosa diversa.

Da oggi, nonna moderna

In risposta, ma anche no come direbbe lui, a Danton, da oggi questo blog ospiterà stralci delle meravigliose conversazioni diurne con mia nonna, maliziosa novantenne siciliana elettrice postbertinottiana che non ha nulla da invidiare né a Massimo Franco né a Maria Laura Rodotà e che oggi, che era di cattivo umore però, mi ha chiesto (capendo tutto): "Cu è dda principessa c'arrivau cou rre dda rreggina d'ingkilterra?".
Traduzione. Come si chiama quella principessa che ha accompagnato il re di Francia in Inghilterra?

Franceschini, Montalbano, Tremonti, Veltroni e Berlusconi, Rutelli e Gasparri

La cosa più bella, leggendo le critiche che arrivano a Veltroni da destra, è che gente come Tremonti, Bondi, Rotondi, Fini e Alemanno sembra proprio che si siano liberati e che, con amore, con dolcezza, con riconoscenza e senza rancore possano finalmente dire a Veltroni tutto quello che pensavano, e che forse pensano, di Berlusconi. E' il solito giochino: ho delle cose da dirti, non è carino che io le dica a te e allora le dico alla prima persona che ti somiglia un po'. Veltroni, dunque. Fateci caso. In molte interviste rilasciate dai giganti del Pdl, si critica Veltroni perché frivolo, perché populista, perché l'Italia non ha bisogno di sogni e perché, proprio così, Veltroni promette solo miracoli. (Ricorda qualcosa "per un nuovo miracolo italiano"?). E' vero. Veltroni promette molti miracoli perché sa perfettamente che il 13 aprile perderà e che quindi giocare al rialzo non costa nulla in fondo. Male che va i miracoli non li manterrà, bene che va i miracoli promessi gli faranno raggiungere il 35, 36 per cento. (E oggi Veltroni conferma quello che mi aveva detto Franceschini: se si perde non si cambia nulla. Il partito e il segretario restano quelli, smentendo Goffredo Bettini che invece aveva fissato un'asticella da raggiungere, il 35 per cento, per riconfermare l'apparato del loft). Ma sentire Tremonti che accusa Veltroni di promettere miracoli mi ricorda molto il commissario Rutelli, curiosamente apparentato politicamente al fratello del commissario Montalbano (Nicola, fratello di Luca), che nel 1993 - me lo ricordo, perché stavo lì - diceva che la destra di Gianfraco Fini fosse "irresponsabile e demagogica" commentando le parole dei principali esponenti di An a Roma per quanto riguarda quello che oggi viene etichettato sotto la definizione "caso Reggiani". "Siamo per un' integrazione degli zingari, quando sono disposti a lavorare e a rispettare le regole. Tutti gli altri andrebbero espulsi da uno Stato vigile e presente. I campi nomadi messi in piedi sono improbabili. Si tratta di soluzioni improvvisate, senza capo né coda, che penalizzano ancora di più una periferia romana umiliata e stanca". Indovinate queste cose chi le diceva ieri, 17 dicembre 1995? A) Francesco Rutelli; B) Walter Veltroni; C) Romano Prodi; D) Maurizio Gasparri.
Proprio così, era Maurizio Gasparri.

sabato 29 marzo 2008

Il Foglio. "Io non sono un carciofo. Storia di Salvatore Crisafulli"

Lo sciopero della fame interrotto, il risveglio, l’appello, il sogno, l’ultimo messaggio, la lettera a Welby e quella a Napolitano. Storia di Salvatore Crisafulli. Catanese, 43 anni, stato vegetativo, intrappolato, felice

Altro che campagna elettorale



Le notizia sono vere.

L’inglese The Mirror dà notizia di un sonnambulo cinese, tale Li Chen,
che avrebbe tentato di uccidere la moglie Miang in 12 diverse
occasioni mentre camminava nel sonno. Secondo quanto riferito, avrebbe
provato a strangolarla 3 volte, a soffocarla 2 volte e a buttarla giù
dalla finestra 4 volte. L’avrebbe inoltre picchiata selvaggiamente in
2 occasioni e appiccato fuoco al letto dove lei dormiva in un’altra
ancora, sempre nel sonno. La molto comprensiva Sig.ra Miang spiega:
“Gli ho detto di cercare aiuto medico perché altrimenti sarebbe finito
in carcere”. I medici, a Fuzhou, nel sud della Cina, avrebbero
diagnostico un raro disturbo del sonno legato allo stress.

La testata First Coast News dà notizia dell’arresto del Sig. Arthur Price,
di Bellevue, Ohio, per avere fatto sesso con un tavolo da picnic.
Secondo quanto riferito dalla fonte, Price sarebbe stato tradito da un
delatore che ha fornito alla polizia tre diversi DVD documentando le
sue preferenze erotiche. A quanto pare, l’uomo è stato ripreso in
amplessi con lo stesso tavolo sia in terrazza – di qui l’incriminazione
per “pubblica indecenza” – sia in camera da letto. E’ attualmente
libero dietro cauzione di $20mila in attesa del processo.

La fonte è il mitico Essential News

lunedì 24 marzo 2008

Il Foglio.it "Finalmente Severgnini torna a sperare"

La principale differenza tra una squadra che vince quando è aiutata da un arbitro e una squadra che perde anche se un arbitro, ogni tanto, un po’ l’aiuta è tutta nel colpo di testa di Burdisso che lancia in rete Trezeguet ed è tutta nel rasoterra di Camoranesi che in fuorigioco clamoroso batte Julio Cesar, e batte pure l’Inter. Il fatto è che una squadra come l’Inter è capace anche di perdere uno scudetto in una stagione in cui – a parte qualche vergognosa espulsione in Champions (Materazzi, etc) – i rigori sono arrivati anche quando non dovevano arrivare, le punizioni sono state fischiate anche quando non dovevano essere fischiate e le partite sono state vinte anche quando non andavano vinte. La Juve, purtroppo, invece no. La Juve (che comunque contro l’Inter doveva perdere, visto il gol in fuorigioco; visto il gol regalato; visto il palo del centrocampista più brutto d’Italia, Maniche; vista la traversa dell’unico giocatore che riesce ad avere un senso della posizione inferiore a quello di Mendieta, Stankovic) purtroppo è capace più di ogni altro di vincere quando non dovrebbe vincere, sfrutta gli errori di Burdisso come nessun’altra squadra in Italia e fa tesoretto degli errori arbitrali come nessun’altra squadra al mondo. Punto, e complimenti. Però c’è un discorso da fare. Il discorso è questo: perché a parità di errori arbitrali si notano di più quelli che vengono sfruttati. E, per la gioia di Beppe Severgnini, che da quando l’Inter vince non scrive più né libri sull’Inter né editoriali strappalacrime sulla Gazzetta, l’Inter sarebbe capace di perdere i campionati anche quando gli arbitri, per errore non certo per favore, fischiano di più per lei. La Juve purtroppo no.

Il Foglio. "Decida, lei ha il cinquanta per cento di possibilita’

Diagnosi, ecografia, parto e terapia intensiva. Storia di una bimba “preoccupante” nata anche se la statistica diceva che era meglio di no

venerdì 21 marzo 2008

Io dico solo occhio, ché quelli stanno a cinque punti (ma non ci credo) ma noi siamo già allo zero virgola un po'

ELEZIONI: SONDAGGIO 'SWG', CINQUE PUNTI DI VANTAGGIO PDL SU PD Roma, 21 mar. (Adnkronos) - E' di cinque punti percentuali il vantaggio della coalizione che candida premier Silvio Berlusconi sullo schieramento guidato da Walter Veltroni. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio realizzato da Swg-Affari Italiani in esclusiva per il quotidiano online. La rilevazione e' stata effettuata giovedi' 20 marzo. Il distacco e' rimasto invariato rispetto a dieci giorni fa. Popolo della Liberta'-Lega Nord-Mpa si attesta al 43%, mentre il 10 marzo oscillava tra il 42,5 e il 43. Nel dettaglio: il Pdl vale il 35,5% (era 34,5-35), il Carroccio e' sceso al 6,5% dal precedente 7 e l'Mpa e' fermo all'1%. Partito Democratico piu' Italia dei Valori e' al 38% (era tra il 38 e il 38,5%). Il Pd da solo e' al 34,5% (34-34,5 il 10 marzo), mentre l'Idv di Di Pietro e' scesa al 3,5 dal 4%. In rialzo la Sinistra Arcobaleno al 7,5% rispetto al precedente 6,5-7. Stabile l'Unione di centro di Casini (5,5%), La Destra ottiene il 2,5% dei consensi (era tra il 2 e il 2,5). Il Partito Socialista e' fermo all'1% e il Partito comunista dei lavoratori vale lo 0,5%. Allo 0,5% anche Aborto? No, Grazie di Ferrara. La voce 'altro partito' e' scesa all'1,5% dal 2-2,5. (Pol/Ct/Adnkronos) 21-MAR-08 12:53 NNNN

Alessia Filippi, oro agli Europei e dirigente del Partito democratico

"Sono una dirigente, ma non posso andare in tutti i posti dove mi invitano e ho dovuto anche rinunciare a candidarmi a Roma. Per ora il nuoto ha la priorità. Da Manchester tornerò prima per andare a votare"
Alessia Filippi, candidata alle primarie del Pd, medaglia d'oro agli europei. Qui l'articolo sul Foglio.

Tu guarda un po'.

ELEZIONI: FORUM AL 'MESSAGGERO', CALTAGIRONE INCONTRA BERLUSCONI E VELTRONI Roma, 21 mar. (Adnkronos) - Forum questa mattina al 'Messaggero' prima con Walter Veltroni poi con Silvio Berlusconi. Due distinti appuntamenti a porte chiuse. A fare gli onori di casa l'editore del quotidiano romano Francesco Gaetano Caltagirone che ha avuto un colloquio riservato di circa mezz'ora sia con Berlusconi che con Veltroni. (Sin/Opr/Adnkronos) 21-MAR-08 18:51 NNNN

La destra inglese riesce a essere noiosa anche quando fa cose illegali.

Dico: almeno in America c'è uno Spitzer che si è scusato per essersi trombato questa tipa qui, in Inghilterra, invece, David Cameron riesce a essere noioso pure quando fa cose che non si fanno, e si è scusato per questa roba qui.
Così.

Il Foglio. "Buongiorno, sono incinta vorrei farlo domattina"

Il consultorio modenese, il diritto di non scegliere e il dottore che per contratto non deve dire no. Storia di un medico che salva molte vite, anche se non potrebbe

mercoledì 19 marzo 2008

Il pm e la sociologia

"Soggetto socialmente pericoloso”, dice il pm relativamente al caso del pirata di Roma. Ma non è che questo "socialmente" è riferito, più che alle due donne uccise, al video del pazzo su Youtube? Da quando, poi, i pm fanno i sociologi?

martedì 18 marzo 2008

Fede

A belief in God could lead to a more contented life”. Così, secondo un appassionatissimo studio della "Royal Economic Society" (la stessa prestigiosa università che pochi mesi fa ci aveva spiegato perché “i computer fanno male alle pagelle”) la religione sarebbe direttamente collegata a una vita felice, il credente sarebbe pronto ad affrontare i problemi di lavoro con un generoso sorriso sulle labbra e un disoccupato religioso sarebbe dunque molto più satisfected di uno che religioso invece non lo è. “Religion could offer a buffer which protected from life's disappointments”, spiega con sospetta tempistica lo studio della Royal Economic; studio pronto a sottrarre – ingiustamente, va detto – utili voti ai lanciatissimi partiti di impostazione trotskista e di discendenza marxista, le cui solide radici elettorali verranno inevitabilmente minate da un teorema che ribalterà quell’idea veteromarxista che sia l'uomo che fa la religione, e non è la religione che fa l'uomo. Le cose, ci spiega la Royal Economic (ripetiamo, con tempistica sospetta), oggi stanno in maniera molto diversa. Discordanti le reazioni all’interno della redazione di questo giornale, dove la notizia è giunta questa mattina nella casella elettronica di chi scrive grazie al servizio google alert (che questa volta, però, ha misteriosamente offerto questo link al sito della Bbc sotto la mendace, ma comunque apprezzata, parola chiave “foetus”). Alindo Cogoleto da Scerborasca, pseudonimo di un redattore genovese del Foglio esperto in affari esteri e molto altro che chiede però di non comparire, dapprima segnala come lungo i confini afgano-pachistani sia in effetti presente la perfetta sintesi di una realtà dove la religione, contemporaneamente, viene vista come oppio dei popoli e l’oppio viene visto come religione dei popoli. Ma lo studio lascia molto perplessa la costola irachena della redazione esteri; la quale sintetizza la contraddizione dello studio mettendo in relazione il titolo della notizia della Bbc, “Religion linked to happy life”, con il termine kamikaze e con la parola onomatopeica che lo stesso Cogoleto da Scerborasca suggerisce di scrivere così: “Bum”.

Proprio du gocce d'acqua

Lo segnala qui Demonio Pellegrino, e lo si riporta diligentemente qui. Il sito è veramente una droga. E' interessante notare come Silvio Berlusconi assomigli più a Barry Williams che a Silvio Berlusconi, come Walter Veltroni sia effettivamente molto simile a Woody Allen, ma per carità nessuno si permetterebbe mai di dire simile a Zelig, e che – ma come ho fatto a non pensarci prima – il sottoscritto assomigli decisamente a Kareem Abdul-Jabbar. Ugualeuguale.


Frocio

http://news.bbc.co.uk/2/hi/7289390.stm?lsm

Formidabile oppio dei popoli.

Qui la Bbc spiega perché Marx, a parte la parola oppio, aveva ragione alla grande.

Franco Giordano e l'arcobaleno delle libertà

Non avevo mai visto per più di cinque minuti quell'omino simpatico di Franco Giordano. La prima cosa che mi è venuta in mente guardandolo poco fa a Porta a Porta, prima che sopraggiungesse improvvisa la pubblicità che mi permettesse di alzare le chiappe e fare dell'altro (Dio benedica la pubblicità), è che se nel Pdl saranno, bene o male, tutti un po' popolani delle libertà, se nel Pd saranno tutti democratici compagni e democratiche compagne, se nell'Udc saranno tutti uddiccini, nella sinistra arcobaleno saranno, chessò, tutti mancini? Arcobalenini? Postcomunistiniverdinipecorarinisinistrinidemocraticini? Mah. Tralasciando il fatto che Franco Frattini è uno di quei politici che sentendolo parlare a fatica si capisce perché non sia candidato alla Casa Bianca, eccolo qui il nostro Franco Giordano. Giordano, che cercando di ricordare per quale motivo nel programma Arcobaleno si dice no al Ponte sullo Stretto parla di "mafie" che avrebbero "interessi" sul "progetto", "come in fondo è noto"; Giordano, che nella migliore tradizione trapattoniana, parla di establishment inserendo una "a" al posto della "e" e una "i" al posto della "a" ("isteblishment", secondo la corretta dizione postcomunista); Giordano, che riesce a farsi battere in locuzione retorica anche dal pimpante Rotondi (che, stando alle sue parole, sarebbe "erede della democrazia cristiana"); Giordano, che non ricorda che Colaninno ha solo tre "n" e non 4; Giordano, che non ha probabilmente mai aperto un giornale nelle ultime due settimane per capire che quello che lui chiama "gesto violento" (il Cav che avrebbe strappato il programma del Pd) non è mai stato nè un gesto nè violento, dato che il programma del Pd non è mai stato strappato da nessuno; Giordano, che è riuscito a far sembrare lucido persino Marco Pannella e che è riuscito a farsi, infine, convincere da Franco Frattini del fatto che, sostanzialmente, quando si parla di "impatto ambientale del Ponte sullo Stretto" si parla di una difficoltosa gestione di un tratto significativo di migrazione dei delfini. Giordano, dunque: che non è esattamente riuscito a spiegare cosa intenda per voto utile ma che, semplicemente guardandolo, è riuscito a racchiudere in mezzora di chiacchiere, prima della pubblicità, il perfetto significato di voto particolarmente inutile.

lunedì 17 marzo 2008

Il Foglio.it "La classe operaia non va in paradiso ma alla Juventus"

E’ inevitabile pensare a lui e ricordarsi del gol che non ha fatto ai Mondiali contro la Francia, del gol che non ha fatto agli Europei contro la Francia e di quanto, effettivamente, il suo collo fosse molto grosso prima, e di come sia diventato piccolo piccolo qualche anno dopo. Non è facile, poi, per un non juventino che da anni, sulle corsie esterne della sua squadra, apprezza le presenze di elementi non indifferenti come Fabio Macellari, Felice Centofanti, Grigoris Georgatos, Angelo Orlando e Mauro Milanese, dover registrare un’improvvisa e istintiva solidarietà per una realtà (comunque non ancora del tutto identificabile nella geografia delle squadre “provinciali”) come la Juventus, che si ritrova con l’insolita opportunità di poter schierare giocatori, diciamo, gradevoli come Alessandro Birindelli, Jonhatan Zebina, Nicola Legrottaglie, Jorge Andrade, Cristian Molinaro, Guglielmo Stendardo. (Ma, per rafforzare la linea difensiva bianconera, se può servire, da qualche parte dovrebbe essere ancora disponibile – forse addirittura svincolato – l’incontenibile Nelson Vivas). Non è facile tutto questo, ma è tuttavia inevitabile segnalare che nel campionato dove, per fortuna, non ci sono più le bandiere di una volta, c’è un giocatore, uno solo, per cui un tifoso non juventino potrebbe rimpiange – ma solo un po’, eh – di non esserlo davvero juventino. Un giocatore (a cui gli estimatori più garbati hanno contestato di essere a/dopato; b/frocio; c/bollito; d/montato) che – dopo aver sopportato per mesi la non facile condizione di avere come principale supporto mediatico un signore che fa pronostici calcistici seduto dentro un pentolone, con un elmetto da guerra in testa, un pendolino in mano e moltissimo fumo attorno – oggi resta l’unico fenomenale numero dieci italiano che ha spiegato, nei fatti, cosa significa essere un vero capitano e che non ha mai avuto alcun imbarazzo ad ammettere di non essere affatto un numero dieci. Così, vedendolo eroico tra i Birindelli, gli Andrade e Molinaro, qui, vedendolo oggi in campo, lo si vorrebbe sempre e comunque in Nazionale e sempre e comunque al prossimo noiosissimo Europeo; dove magari, per la prima volta negli ultimi dieci anni, se Del Piero ci sarà e se davvero giocherà, non sarà costretto a farlo soltanto prima o soltanto dopo aver dato il cambio a un formidabile ma un po’ superfluo numero dieci cor core romano.
Claudio Cerasa
17/03/08

Il Foglio. "Le mamme di Rignano al Senato, l’ultimo ammanettamento elettorale del Pd"

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2008/03/il-foglio-le-mamme-di-rignano-al-senato.html

Il Foglio. "A Genova cronisti di Repubblica smontano la montatura"

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2008/03/il-foglio-genova-cronisti-di-repubblica.html

mercoledì 12 marzo 2008

Vada pure, Mancini

Capire che la Coppa Campioni non è la Coppa Italia dopo aver perso agli ottavi di finale prima col Valencia, poi col Villareal (Villa che?) e ora col Liverpool, che tra undici sdentati in campo aveva solo un fenomeno e dieci formidabili esecutori, credo sia una ragione sufficiente per capire, per il Mancio, che quando tutte le squadre partono alla pari in una competizione (senza penalizzazioni, senza squalificati, senza frizzi e senza cazzi) l’ex capitano della Samp si dimostra quello che è: un ottimo, ex, centrocampista fantasista di ripartenza offensiva. In campionato si vincerà, si spera, anche quest'anno: anche se Siniša Mihajlović dovesse arrivare in panchina. Ma il dubbio che Mancini sia una specie di Hector Cuper – che per fortuna è già occupato a Parma – solo con la riga in mezzo in più; il rischio che il Mancio sia uno che capisca di pallone solo qualcosina in più del mai sufficientemente contemplato Orrico, il rischio, per uno che fa giocare a centrocampo quella pippa di Viera, che mette a sinistra quella pippa di Burdisso, che fa entrare un terzo attaccante solo a venti minuti dalla fine, che si ritrova davanti due torri spaventose come Cruz e Ibra e che in tutta la stagione avrà fatto fare sì e no due o tre cross a partita, il rischio che sia a/ rincoglionito. b/ incompetente. c/vittima di un complotto organizzato nello spogliatoio da Roy Hodgson, francamente, un po' c'è. E poi: ho già detto che da quando Roy Hodgson è arrivato all’Inter la cosa più carina che è capitata a San Siro è stata non vedere Georgatos il giorno del centenario? Ma lo sa Roy Hodgson che dire "io sono l'addeto ai rapporti internazionali dell'Inter" sarebbe come se Veltroni avesse nominato De Mita "Adetto ai rapporti democratici del Partito democratico?". Detto questo: Mancini vuole andare via? Magnifico, vada pure. Tanto – qui la lista completa di Camillo – uno tra Bianchi, Castellini, Lippi, Lucescu, Simoni, Suarez, Tardelli, Verdelli e Zaccheroni, mi volete dire che non sia ancora sotto contratto dell’Inter. Ma va là.

Il Foglio. "Mi scusi signora, suo figlio era ancora vivo"

Tre ecografie, una diagnosi, un processo e una sentenza in arrivo. Storia di una mamma convintasi ad abortire su consiglio medico

Il Foglio. "Maggioritari, ma senza farsi male"

Nelle oasi locali l’Unione e la Cdl esistono ancora, e governano pure

Dicono che Veltroni è come Sarkozy

Secondo me ha ragione Alain Finkielkraut su Liberazione di oggi (dove, e giù applausi ultragarantisti, si prega di chiedere scusa al mostro di Gravigna). Dice Finkielkraut - intervistato da Daniele Zaccaria - che Sarkozy, visto dalla Francia, è molto più simile a Veltroni che a Berlusconi. Immagino come stia godendo Sansonetti, che nelle ultime settimane ha trattato l'argomento "segretario del Pd" con la stessa dolcezza di una castrazione chimica. Però, qui si concorda quando il mitico Finkielkraut dice così: "Dicono che Sarkozy è un uomo volgare, però questo disprezzo della volgarità non discende dal buon gusto, da una difesa della cultura, ma dal classismo. Sarkozy è un figlio di immigrati e possiede l'energia, la rabbia, l'accanimento della sua condizione. E' considerato volgare perché non è un prodotto delle élites repubblicane, non ha frequentato l'Ena, non è un erede della grande borghesia francese. Io, al contrario, ritengo che ci voglia un pizzico di volgarità per governare un paese, per mettere in discussione le regole sclerotizzate del gioco politico. E non c'è bisogno di uomini colti per difendere la cultura: Mitterrand era un presidente colto, ma ha abbandonato la cultura, l'ha sacrificata sull'altare del suo enorme egoismo. Prendiamo un politico come de Villepin; per i giornalisti è un uomo colto e raffinato, in realtà è solo un uomo ampolloso che scrive libri insopportabili ed enfatici, pieni di magniloquenza e privi di sostanza. A questa attitudine e pretenziosa preferisco mille volte la volgarità del figlio di immigrati Sarkozy".
Ecco, respirando forte, rileggendo il tutto, e ripassando velocemente il titolo di Liberazione, "Sarkozy come Silvio Berlusconi? No, è molto più simile a Veltroni", mi vien da dire così: magari.

martedì 11 marzo 2008

Il Foglio.it "Inter-Liverpool due a zero. O forse no"

I foglianti interisti farneticano sul possibile risultato di "Schenpsion lig"

Cento anni e quarantotto ore dopo il primo giorno di Inter, in quella competizione che Giampiero Galeazzi preferirebbe chiamare schenpsion lig, l’Inter di Roberto Mancini questa sera dovrà recuperare a San Siro i due gol subiti all’andata contro il Liverpool. La redazione del Foglio chiede, via Skype, un piccolo commento preventivo al futuro onorevole interista Maurizio Crippa (“come funziona sto aggeggio?”) e al misterioso guru sportivo di riferimento di questo giornale, Beppe Di Corrado. “Quelli fuori casa sono scarsi ma forse non così scarsi da prenderne uno ogni trenta minuti. Quindi: Due a zero per l’Inter”, dice Di Corrado. Maurizio Crippa: “Scendendo in ascensore, prima di incrociare Emilio, il malefico portinaio milanista, ho avuto questa tetra visione: 3-1 per il Liverpool, Ibra che perde la testa e lo cacciano per un cazzottone a qualcuno, i tifosi ingrati che fischiano invece di applaudire. Insomma la solita Inter. Ecco, spero solo che non finisca così”. Cerasa: “La vera Inter perde all'ultimo minuto di recupero con un autogol di Burdisso”. Crippa: “Burdisso due fisso farebbe la gioia solo di quelli alla Christian Rocca”. Cerasa: “Però gli arbitri ce l’hanno con noi”. Crippa. “E’ dura, soprattutto perché noi siamo fisicamente al lumicino, e quelli stanno benone. E poi loro sono l’unica squadra inglese tattica, che gioca d’interdizione, più forte a centrocampo che in attacco. Hanno una difesa scarsina, questo è l’unico vantaggio nostro”. Di Corrado: “Julio Cesar è l’uomo Champions dell’Inter e parerà il potenziale autogol di Burdisso”. Crippa, serio: “Io dico Cruz, è l’unico con la freddezza necessaria”. Di Corrado: Sarebbe bello dire Ibra. Però Cruz è più tosto... e come al solito non ha niente da perdere. Lui”. Crippa: “Io spero in Tyson, potrebbe spizzarla di testa”. Cerasa: “Meglio Pelé”. Crippa, pensando alla formazione ideale: “Dentro Figo e fuori Stankovic. Chivu a sinistra. E se butta male dentro anche Crespo. Figo, di tutti, è l’unico ad averle vinte, le Champions. L’unico che si fa temere sulla fascia”. Di Corrado: “Tre a zero sarebbe troppo banale, però sarebbe stupendo Zanetti”. Crippa: “Ci vorrebbe Pierino Fanna con la pelata in Polonia e con i piedi inchiodati nel fango. Un gol con il cuore, di una squadra scarpona”. Di Corrado: “I tifosi del Liverpool. Sono tristissimi. Rispetto a quelli dell’Arsenal sono incupiti, senza denti, brutti”. Crippa: “Anca gli inglès/ de Liverpùl/ ‘na volta al mès se netten el cul”. Di Corrado, parlando di Gerrard: “Lo ferma Cambiasso. Solo che di testa non ne prende una”. Crippa: “Io quello che mi spaventa è la fascia con Maicon. Però, pronostico più serio: io spero che, se dovessimo uscire, accada, per una volta con onore, come il Milan: applausi del pubblico, buona gara, niente disastri. Insomma dignità europea, non la solita figuraccia con cagnara”, e aggiungendo: “Sogno questo: doppio Ibra e Zanetti al 76esimo, con legnatona da fuori e poi tutti a gridare: un presidente! Abbiamo un presidente”. Di Corrado: “Occhio anche Stankovic, se gioca”. Cerasa: “Cuper-Parma è ufficiale”. Di Corrado: “La cosa vera è questa: come squadra, siamo molto ma molto meglio. Il Liverpool è una buona squadra organizzata, ma non ha un vero talento tolto Gerrard. Torres è un pippone, diciamolo”. Crippa: “Il Mancio è una sola, in coppa”. Cerasa: “Però in Coppa Italia è forte”. Arriva un link alle scommesse: il 3-0 è offerto a 10. La tripletta di Ibra paga 40. Il gol e cartellino per Ibra sono a quota 8. L’Inter che vince ai rigori è quotata 26. Di Corrado: “I quotisti sono milanisti”. Bellasio, interista vicedirettore, interviene per dire che lui, per prudenza, stasera modera un dibattito su Israele.

di Claudio Cerasa

Rignano in Parlamento

L'Italia dei Valori ha candidato una delle mamme di Rignano Flaminio. Quella con i capelli rossi.

Fenomenale Crewdson


Qui, sul Time

Esami che non finiscono mai

Thanks to Vins

lunedì 10 marzo 2008

gli amanti non dovranno però lasciare sul terreno sigarette e profilattici

http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_10/olanda_sesso_libero_nei_parchi_6daa644e-eebd-11dc-bfb4-0003ba99c667.shtml

Il Foglio.it "Le elezioni viste in una sfera di cuoio"

Faticosamente superata la candidatura, purtroppo non confermata, di Luciano Moggi nelle liste dell’Udc; verificato, dolorosamente, che dal giorno in cui Romano Prodi ha detto “sì, è vero, siamo tutti rugbisti”, l’Italia rugbista ha vinto un numero di partite di poco inferiore allo zero; informato il paese intero che Walter Veltroni, presidente onorario della Lega Basket e ambasciatore Nba Europe Live Tour, arrivato nelle Marche per la sua campagna elettorale ha spiegato che il “we can” del Pd sia molto simile al “we can” dell’ottima Premiata Montegranaro; visto tutto questo c’è un motivo per cui nello stesso istante in cui lo sport entra in campagna elettorale, la campagna elettorale, in realtà, se ne sbatte alla grande dello sport. Così, mentre Claudio Lotito, presidente della Lazio, suggerisce il nome di Claudio Lotito come futuro ministro dell’Economia; mentre Massimo D’Alema, ministro degli Esteri, racconta che questo magnifico Pd non può che avere come modello la Roma di Luciano Spalletti; mentre W traccia significativi parallelismi tra il candidato Walter e il cestista Meyers (a Pesaro), tra il candidato Walter e il Ducati Stoner (a Bologna), tra il candidato Walter e l’atleta Totti (a Roma), preso atto di tutto questo, si ricorda che nel 2001, nell’anno in cui il Milan arrivò sesto in campionato e nell’anno in cui, già a marzo, il Milan era già fuori dalla Champions League, la Roma del calcio vinceva lo scudetto, la Roma del Basket vinceva lo scudetto, la Roma del rugby vinceva lo scudetto e anche la Roma dell’hockey vinceva il suo scudetto. E mentre succedeva tutto questo, pur sapendo – come diceva Churchill – che gli italiani, da un lato, perdono le guerre come se fossero partite di calcio e, dall’altro, perdono le partite di calcio come se fossero guerre, il Cav ha fatto così: è sceso in campagna elettorale, ha spiegato, soprattutto a sinistra, perché le elezioni non sono né partite di basket, né di rugby, né di calcio e così, senza essere neppure scelto come ambasciatore Nba Europe Live Tour e senza aver avuto bisogno neppure di un Milan vincente, né in campionato né tantomeno in Champions, senza troppi parallelismi, senza troppi Calton Meyers e senza troppi Casey Stoner, lui, caro W, prendeva e semplicemente vinceva le elezioni.
Claudio Cerasa
10/3/08


Ah, ecco

Dice Boniauti: "Berlusconi non si e' mai sognato di stracciare il programma della sinistra. Ha detto semplicemente che, quando la sinistra arriva al potere, straccia i suoi programmi"

venerdì 7 marzo 2008

Consigli per Veltroni

Ladies and gentlemen, Karl Rove

Il Foglio.it "Così Sarkozy trasforma in monaco anche l'abito"

E' come se dicesse: "Io sono questo, prendere o lasciare". Prendere, prendere

Letto sul Corriere della Sera di oggi un commento come quello di Bernard-Henri Lévy – il corpo di Sarkozy senza più misteri né aura – e preso atto che sia perfettamente consentito, da un lato, elogiare le magnifiche inesperienze politiche italiane e dall’altro, invece, dire che un corpo politico così esposto e così scoperto come quello di Sarkozy sia diventato un corpo non più sufficientemente sacro per regnare su un paese, visto tutto questo, con la competenza che spetta a chi da mesi si occupa appassionatamente di prostaglandine, di tubicini, di ecografie, di aspirazioni e di cannule, vorrei dire solo questo: balle, balle, balle. Balle perché, visto da qui, un presidente che scarica le armi del ricatto gossipparo, mettendo per tempo benzina sul fuoco dell’indiscrezione da primissima pagina; un presidente che si fa fotografare, a Eurodisney, accanto a Topolino, Pippo e Carla Bruni; che passeggia a Sharm el Sheikh con marsupio, tuta, scarpe slacciate e pedalini della Nike; che candida, senza imbarazzo, il figlio nella sua piccola Ceppaloni di Francia, ecco, quello è un presidente ormai pronto a far scattare l’ingranaggio del trappolone preventivo per tutti gli Henry Valli di Francia e d’Italia: pronti a brontolare per un presidente che non sarà mai così vigliacco da nascondersi dietro il cerone di una celebrità che, per uno come lui, non potrà che essere così elegantemente sfacciata; perché quello, essendo un uomo che è riuscito a trasformare in monaco anche l’abito e in oro tutto ciò che luccica a corte, non è altro che un favoloso presidente che dice al suo elettore guarda, io sono così, io sono quello che vedi, io sono quello che ascolti, io sono quello che faccio, io sono quello che valgo. E credetemi, io non vi nasconderò mai nulla; neanche le porcate. Perché io sono questo, e scegliete voi: prendere o lasciare. E, visto dalle biondissime, ma democratiche, inesperienze d’Italia, oggi si direbbe semplicemente così: prendere, prendere.

Il Foglio. "Ventuno settimane e mezzo"

Diagnosi, certificati e i 4 mila casi l’anno. L’aborto terapeutico raccontato da due medici che lo fanno

In effetti

Ma perché il principe Harry non si è tagliato i capelli, giù a Kabul

Voto utile

Cose serie

LADRO "SFORTUNATO" ENTRA IN CASA DI POLIZIOTTO, ARRESTATO (AGI) - Genova, 7 mar. - Un macedone quarantenne e' stato arrestato in flagrante mentre tentava di svaligiare l'appartamento di un agente di polizia. Il ladro "sfortunato" ha sfondato la finestra dell'appartamento di un poliziotto del Reparto Prevenzione Crimine il quale si e' accorto dell'effrazione e, dopo una colluttazione, ha arrestato il malvivente. Il fatto si e' consumato alle 9 nel quartiere di Molassana. (AGI) Cli/Ge/Ing 071035 MAR 08 NNNN

mercoledì 5 marzo 2008

Film

Non andate a vedere l'ultimo film di Woody Allen, Sogni e delitti; andate a vedere Non è un paese per vecchi, ma solo dopo aver letto il libro e solo dopo aver capito perché Cormac McCarthy è un genio e perché i fratelli Cohen, pur essendo geniali, si sono persi qualcosina del libro per Strada. Andate a vedere l'ultimo film di Tim Burton solo per sentire che voce ha Johnny Deep. Non andate a vedere lo Scafandro e la Farfalla se vi siete appena mollati con la ragazza. Consiglio: scaricatevi, cioè, affitatevi – subito – Harry ti presento Sally.

Riposizionamenti democratici

“Io non ho mai votato a sinistra e mai lo farò, tutti noi votiamo per più del 60 per cento e passa a destra - ha esordito giovedì scorso a Vicenza il leader degli industriali locali e della Federmeccanica Massimo Calearo, di fronte a Montezemolo e al suo popolo - e io, che stimo Pierluiugi Bersani giuro di fronte a voi che mai voterò a sinistra. Veltroni non mi piace perché la sua investitura viene dall' alto, ma vi devo dire che non consentiamo neanche a Berlusconi di pisciarci sul tappeto buono, come ha fatto l' anno scorso saltando sul palco e facendo quel casino che ha fatto”

Massimo Calearo, Vicenza, 26 giugno 2007

Riflessioni elettorali

Renato Farina candidato da Berlusconi

lunedì 3 marzo 2008

Gaza e Israele

Per capire. Se in medio oriente, diciamo tra Israele e Palestina, si stesse a bocce ferme, se cioè in questo momento non ci fosse una guerra etc etc, secondo voi – ripeto: a bocce ferme – chi sarebbe il primo ad aprire il fuoco. Seriamente: Gaza oppure Israele?

Sta arrivando

http://vitadigitale.corriere.it/2008/03/iphone_la_tim_ce_e_uficiale.html

Sondaggi

Qui, c'è questo sondaggio: l'ultimo. Chissà come ve lo racconterrano, ma il fatto è che il massimo del potenziale elettorale del Pd+Idv rappresenta il minimo che il Pdl prenderà alle prossime elezioni. Nel senso che bene che vada il Pd arriva al 43, male che vada il Pdl arriva al 43. My god.

Nero

Vedrete che a ore, dopo il candidato operaio, il candidato industriale, il candidato gay, il candidato generale, il candidato questore, oggi o domani sarà la volta del candidato nero. Vedrete vedrete.

Il Foglio. "La Sapienza del voto"

Veltroniani, bertinottiani, cappellani e prof un po’ rivoluzionari. Che cosa resta dell’università romana che a gennaio contestò il Papa? Dialogo postcomunista tra due studenti di sinistra

Il Foglio.it "Qui si voterà sempre per Cassano"

http://www.ilfoglio.it/blog/57
http://cerazadeallegati.blogspot.com/2008/03/il-foglioit-qui-si-voter-sempre-per.html

sabato 1 marzo 2008

Ah, dimenticavo

Non ho ancora letto tutti i giornali, ma sono sicuro che sarà stato scritto ovunque; non so, in prima pagina, nelle aperture dei tg, nelle copertine dei magazine. Vero? Vero che dopo aver detto che era una specie di mix tra Lupin e Al Capone, tutti i giornali ora hanno chiesto scusa e hanno detto, mi spiace, forse abbiamo un po' esagerato, perché, a parte qualche trenino, Lele Mora in effetti non ha fatto un cazzo.