lunedì 26 novembre 2007

Baffetto

Ieri D'Alema ha detto, anzi ha auspicato "una forza intermedia tra Forza Italia e il Partito democratico di carattere moderato e di impronta cattolica". Carino D'Alema, gentile. Visto che Veltroni lo conosce meglio lui che di chiunque altro Berlusconi, non mi sorprenderei che D'Alema sia avvistato nei prossimi giorni a cena con Casini, per parlare di modello tedesco, per parlare di future alleanze e per parlare anche di futuri interlocutori di future maggioranze e minoranze con le mani libere. Occhio a D'Alema, perché se Veltroni non si accorda con Berlusconi gli interlocutori possibili, più che Fini, sono quelli che vanno in giro con Casini

Non esattamente

Oggi, su Libero, Vittorio Feltri scrive che la maggioranza è in bambola quanto l’opposizione. Sbaglia di grosso. Io non ho mai visto un governo così fermamente debole da non aver bisogno di mettere la fiducia alla sua seconda finanziaria, così diabolicamente debole da frantumare la destra con 25.000 voti di scarto e da riformarsi, o far finta di farlo o semplicemente provarci: questo è un altro problema, mettendo davvero un po' tutto in discussione (tessere, congressi etc). Non so, mi sento piuttosto ottimista, però non impostare più la politica con un bipolarismo ad personam secondo me è un passettino avanti.

sabato 24 novembre 2007

Cose a caso

Da non perdere oggi sui giornali Umberto Bossi che consiglia a Berlusconi di non tirare troppo la corda con Fini e con Casini e soprattutto di non tirarla con lui e di pensare alla mobilia. Messaggio di Bossi: "Io non ho una televisione da difendere, se si dovesse votare le Gentiloni avrei le mani libere". Il succo dell'intervista, su Repubblica, è più o meno questo. Poi D'Alema, stizzito per le intercettazioni su Mediaset, è sicuro che se la politica non fa bene il suo lavoro c'è la magistratura che, per fortuna, dà una svegliata alla politica ("ma se la politica non agisce, ecco che poi arrivano i magistrati"); ed è sicuro, altrettanto, che Veltroni conosce meglio Berlusconi di come lo conosce D'Alema (sono "sette anni" che non si sentono) e che il dialogo su riforma elettorale e riforme istituzionali sia "meno ambizioso" rispetto a quello della sua bicamerale del 1998. Poi, sulla Stampa, da non perdere un povero Beppe Fioroni, che, agitato, ricorda che il partito non è di Walter, chiede di convocare un congresso il prima possibile e chiede di dare una parvenza di democrazia al partito democratica. Temi della giornata: Casini e Fini che provano a fottere Berlusconi, con Fini che sa perfettamente che lui non può più tornare indietro e con Casini che invece sa perfettamente che nel Pdl lui potrà sempre contare. Fini, poi, ha sguinzagliato Mattioli per trattare la resa con Berlusconi. Al centro Montezemolo, come ormai capita ogni autunno, non smentisce un suo ingresso in politica. Occhio alle mosse, in chiave partito di centro, di Tabacci. Poi, a cento anni dalla nascita di Cuccia, bellissimo articolo su Repubblica di Pons sulla fine dell'era di Tronchetti in Telecom e sui suoi ultimi giapponesi rimasti. Vittoria ormai cert, grazie a Bernabé, di Prodi-Bazoli-Veltroni in Telecom. Prodi continua a sabotare l'asse tra Berlusconi e Veltroni e spera nel referendum, motivo per il quale lui e Parisi non sembrano essere così distanti come un po' di tempo fa. E infine, sul Riformista, il senatore La Torre fa due calcoli per la futura maggioranza del paese: "niente puà distrarci dall'obiettivo di interloquire con tutti coloro che concorrono a rappresentare il 50 per cento dell'elettorato italiano"

giovedì 22 novembre 2007

Su al nord

SVEZIA: FEMMINISTE, VOGLIAMO NUOTARE IN PISCINA IN TOPLESS Stoccolma, 22 nov. - (Adnkronos/Dpa) - Nuotare in topless in piscina: continua la battaglia delle femministe svedesi, che da settimane protestano in diverse citta' del Paese. La campagna e' iniziata dopo che, nel settembre scorso, due donne che non indossavano il reggiseno erano state espulse da una piscina di Uppsala, per aver violato il divieto di nuotare in topless.

Rai e mediaset

Tu guarda, che strano che le intercettazioni sul Cav e sulla Rai e Mediaset siano uscite proprio in questi giorni. Molto immodestamente, due giorni fa, qualcosa di bruciato si sentiva già: "Nello staff di W c’è chi non considera un caso che, proprio ieri, stretto ancora una volta in un angolino del suo bunker, il premier abbia detto che “il monopolio mediatico di Berlusconi sia un pericolo per la democrazia".

mercoledì 21 novembre 2007

Sulla fine di Gianfranco Fini

Ha capito di aver fatto una puttanata, è nel pallone più totale e ora, non sapendo più come tornare indietro, come scriverebbe Verderami, prova a ricucire. Prima dice, "Berlusconi con me ha chiuso", ora, Gianni Alemanno, dice così: "Non c'e' nessuna conflittualità violenta. Non c'e' nessuno scontro tra Fini e Berlusconi".

E comunque

E comunque è pazzesco: Berlusconi è riuscito a presentare il simbolo del suo partito prima di Veltroni. Incredibile.

Bipolarismo perfetto

http://images.corriere.it/Media/Foto/2007/11/21/pd169.jpg

http://images.google.it/images?q=forza%20italia&sourceid=navclient-ff&ie=UTF-8&rlz=1B3GGGL_itIT222IT222&oe=UTF-8&um=1&sa=N&tab=wi

Finanza creativa

Dunque, a occhio e croce potrebbe andare così. Ci sono due partite in ballo in questo momento che, diciamo, il 98 per cento degli italiani probabilmente ignora o quantomeno ne è annoiata: sono Telecom e Generali i cui destini dipendono da un sistema, questo sì, bipolare, formato da un signore che si chiama Cesare Geronzi e da uno che si chiama Giovanni Bazoli. Il primo, da ex numero uno di Capitalia (ora fusa insieme con Unicredit) è il numero uno di Mediobanca (che controlla la quota di maggioranza delle Generali); il secondo è il numero uno di Intesa-SanPaolo. Sono le due banche più importanti d'Italia, naturalmente e si starebbero spartendo il controllo delle due grosse partite: in Telecom, se è vero, dovrebbe finire il signor Bernabé, uomo su cui si sono accordati Geronzi e Bazoli ma uomo più bazioliano che geronziano e uomo molto gradito a Prodi e al suo consigliere Angelo Rovati. L'idea potrebbe essere questa: in Telecom ci va, sotto le mentite spoglie di un accordo, un uomo visto bene sia da Geronzi che da Bazoli, in Generali però, se andrà così, qualcosa deve cambiere: oggi il presidente si chiama Bernheim, che è anche vicepresidente di Intesa SanPaolo (Generali ha il 5 per cento di Intesa SanPaolo). Secondo me ci sarà una rivoluzione, Bernheim verrà cacciato presto dal suo amministratore delegato (si chiama Perrissinotto) e al posto del francese potrebbe andarci un uomo vicino a Geronzi o quantomeno vicino ai francesi di Mediobanca. Per esempio, così, sarà solo un caso che dopo la legione d'onore a Bernheim, ieri lo stesso riconoscimento è stato offerto a Paolo Scaroni, da marzo componente del Cda di Generali come indipendente?

Il Foglio. "A pensar male. Prodi intravede l’asse tra il Cav. e W, si defila nel bunker, confida nel referendum e ha un piano di difesa".

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/11/il-foglio-pensar-male-prodi-intravede.html

lunedì 19 novembre 2007

Sulla reale disperazione di Casini e Fini e Bossi etc

Bene. Ora che il Cav. se ne va per i fatti suoi, aprite i libri a pagina 9 aprile 2006 e leggete ad alta voce alla riga "Camera dei deputati": Forza Italia nove milioni 48 mila 976 voti. 23,7 per cento dei voti totali. An: 12,2, Udc: 6,5, Lega: 4,4.
Ops.

domenica 18 novembre 2007

Occhio a questa storia

Panorama di questa settimana ha un bel servizio sul caso Oak, sulla scalata Telecom del 2001 e su questo strano fondo, la cui traduzione è "Quercia", che sei anni fa fu protagonista della storia dei capitani coraggiosi della scalata Telecom del 2001. E' una storia di cui si parla una volta a mese, ne parla spesso la Stampa con Paolo Colonello, ne ha parlato oggi Panorama con Giacomo Amadori. In sintesi. C'è questo fondo di nome Quercia che nel 2001 era uno degli azionisti della Bell, la finanziaria di Emilio Gnutti che aveva in pancia il 23 per cento di Olivetti, che a sua volta controllava Telecom: Bell (e quindi Oak)-Olivetti-Telecom. Il conto Oak-Quercia, il cui intestatario essendo un conto con indirizzo tropicale, è conosciuto ma non troppo, è stato osservato con cura da un detective assoldato da Emanuele Cipriani, lo 007 della Pirelli a cui Giuliano Tavaroli, ex capo della security Pirelli, aveva chiesto di investigare: Tavaroli-Cipriani-investigatore privato su Oak. Questo conto Oak ricevette naturalmente delle plsuvalenze pazzesche, una gran quantità di soldi, nell'anno in cui Gnutti (con la consulenza di Consorte e Sacchetti, da 50 milioni di euro) vendette a Pirelli-Benetton (cioè a Tronchetti Provera) sostanzialmente Telecom. La domanda che si fa Panorama e da qualche tempo la Stampa e in particolare tutti coloro che mettono vicino il conto Quercia, con il simbolo degli allora Ds e con il nome di quello che viene considerato il grande sponsor di quell'operazione, cioè l'allora premier Massimo D'Alema, è: a chi appartiene, davvero, quel conto? Panorama scrive così: ci sarebbe in questi fascicoli: "un documento destinato a far discutere (...): una delega per accedere al fondo con in calce il nome di un importante esponente del governo". Magari è una bufala, dice Panorama che ha incontrato il detective assoldato da Cipriani (Tavaroli-Cipriani-007-Oak), magari no. Occhio a questa storia. E occhio a quanto scritto da Paolo Colonnello sulla Stampa: "Va ricordato che sulla base di quello stesso dossier Marco Mancini, il dirigente del Sismi arrestato a gennaio con l'accusa di aver passato a Cipriani e Tavaroli notizie tratte dagli archivi dell'intelligence, dichiarò spontaneamente al gip di essere venuto a conoscenza dell'esistenza di Oak Fund da Cipriani e di averne parlato sia al suo ex capo Nicolò Pollari perché si trattava di fondi destinati ai Ds, sia al senatore diessino Nicola Latorre, il quale però ha sempre smentito".

W?

Io non ci capisco più niente.
Veltroni, sabato scorso: "Un sistema su base proporzionale, senza premio di maggioranza, che riduca la frammentazione e che dia agli elettori la possibilità di scegliere i rappresentanti"
Veltroni, ieri: "Ritengo che la coltivazione da parte di ciascuno della propria vocazione maggioritaria sia uno degli elementi virtuosi che ci può aiutare a superare questa crisi che è evidente".

Rospo

In questi giorni in cui Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini provano a prendersi a spallate tra di loro, scrivendo, facendo, cantando, ballando, Silvio Berlusconi ha fondato un nuovo partito, ha raccolto un mare di firme e la cosa più bella è questa: è che, sembra incredibile ma è così, in questo momento ciò che conta è chi parla con chi sulle riforme, quindi sulla legge finanziaria. Chi ha il microfono in mano è Walter Veltroni, che ha invitato un po' di persone venerdì scorso a casa di Massimo D'Alema - alla sede di Italianieuropei - dove c'erano un bel po' di persone e da dove, almeno a mio avviso, la parola definitiva su chi continuerà ad essere il vero leader dell'opposizione, ovvero il vero interlocutore di questa incredibile maggioranza, sarà sempre Walter Veltroni. E indovinate con chi è che Veltroni vuole parlare? Con Casini? Con Bossi? Con Fini? Con Storace? Con Rotondi? Con Giovanardi? No. Naturalmente con Silvio Berlusconi. Fini e Casini li vedo proprio male. Ah, non c'entra nulla, ma in questi giorni a Roma c'è una pubblicità strana, con un rospo accanto al quale c'è una scritta interessante: attenti al prezzo.

venerdì 16 novembre 2007

Finanziaria/2

Cose a caso sulla legge finanziaria. Scusate, sulla ragione e la tenacia della legge conseguita ieri notte.
Berlusconi ha chiamato Follini e gli ha chiesto: e tu: che voti? Maurizio Sacconi si è tolto una scarpa. La Montalcini ha 98 anni. Il senatore Antonione, stretto tra un pulsante di colore rosso e uno di colore verde, ha sbagliato colore e ha fatto passare una legge sulla class action. Antonione ha pianto e dice di essere un pirla. Il senato è una bolgia. L'Ulivo, o l'Unione o come cazzo si chiama, ha esultato per la rivoluzionaria class action approvata con il voto di un senatore che non si ricorda se è il rosso a essere rosso o il verde a essere verde o il senatore a essere un pirla. Il senatore Randazzo è andato a trovare Silvio Berlusconi. Anna Finocchiaro parla di "corruzione di senatori". L'Unità titola che Prodi vince ma perde Dini. Lamberto Dini ha originalmente parlato "di etica di responsabilità", il Giornale sostiene che Prodi spende un miliardo per i senatori indecisi. Willer Bordon, la cui fama aveva avuto un picco di popolarità il giorno in cui venne fotografato appeso a una trave in una cascina di campagna con il petto virilmente ignudo e con la moglie che beata lo contemplava, secondo i cronisti mejo informati, ha "sancito la fine di questa legislatura".

Finanziaria

"Davvero una bella vittoria della tenacia e della ragione quella conseguita ieri notte sulla Finanziara dal governo Prodi". Ecco, va bene tenacia, ma ragione de che?

giovedì 15 novembre 2007

lunedì 12 novembre 2007

Arezzo

La domanda vera è questa. Il poliziotto avrebbe sparato anche se a scazzottare a ottanta metri di distanza non fossero stati tifosi? Sì o no?

giovedì 8 novembre 2007

Perugia

"Sono 30 mila, anche dell'Erasmus. Invadono ogni notte il centro. L'ex matricola ora in cattedra: tutto è cambiato", scrive il Corriere della Sera nell'occhiello del suo titolo su "Perugia, l'Ibiza degli studenti stranieri", con significativo contributo di Augusto De Megni, vincitore del Grande Fratello 6. Capiscono che non sono rumeni, ma che aspettano a cacciarli tutti questi pericolosissimi Erasmus?

mercoledì 7 novembre 2007

Valentino Parlato

Oggi forse non ha tutti i torti:
«Mica i tedeschi hanno fatto un decreto anti-italiani dopo la strage mafiosa di Duisburg, la scorsa estate. Né gli americani cacciavano siciliani e italiani indiscriminatamente. Semplicemente, arrestavano chi commetteva reati, come Al Capone. E poi, tutto questo potere ai prefetti! Quando io ero giovane, lo slogan — dei comunisti, ma pure dei liberali — era "abolire i prefetti"!»

Biagi

Se volete leggere qualcosa di veramente, veramente bello leggete Vittorio Feltri oggi su Libero. Qui.

martedì 6 novembre 2007

Google, Microsoft e telefonini

Sì, esiste anche qualcosa di più eccitante rispetto a Manzione, Bordon, Dini, Turigliatto. Per esempio Google che oggi (ri)annuncia ufficialmente il lancio del suo telefono. E per esempio Microsoft che sul suo sito inizia a mettere roba un po' strana. Per esempio telefoni.

Il Foglio. "Li come Liedholm. Sapeva allenare con lo sguardo, con l’accento e con lo stile. Campione che inventava campioni"

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/11/il-foglio-li-come-liedholm-sapeva.html

Dubbio

E se sciaguratamente il signore che ha ucciso Giovanna Reggiani non fosse un Rom ma fosse, chessò, un moldavo come la mettiamo?

lunedì 5 novembre 2007

Rom

Da modesto elettore del centrosinistra incazzato con il centrosinistra mi considero molto soddisfatto nel notare come il centrosinistra abbia finalmente capito che su alcuni temi non esiste destra e sinistra ma esiste solo il buon senso: per esempio sulla sicurezza. Ora però il problema è che se Veltroni e Prodi cominciano ad adottare una politica e un lessico di destra - parlo dei Rom, ovviamente - ben vengano i decreti d'urgenza (ma serviva che fosse ammazzata una donna per fare un decreto?), ben vengano le espulsioni (ma gli zingari sono diventati pericolosi improvvisamente alle 17.30 di mercoledì scorso?), ben venga la tolleranza zero (ma Rutelli, lo ricordo benissimo, nella sua campagna elettorale a Roma contro Fini, uno dei suoi grandi cavalli di battaglia era proprio quello del non appoggiare le espulsioni dei Rom come proponeva il suo rivale Gianfranco Fini), va bene tutto, le espulsioni improvvise mi lasciano un po' perplesso (non perché espulsioni ma perché improvvise e perché mi sembrano molto simili come approccio a quando, con l'allarme terrorismo, le metropolitane di Roma e Milano si riempiono di agenti in borghese per due o tre giorni), ma la cosa che un po' mi fa paura è che se la sinistra si mette a fare una buona politica un po' di destra, la destra - una certa destra - rischia di sentirsi superata su quei temi dalla stessa sinistra e finisce per dire cose che mettono un po' paura: che, diciamo, stanno un po' troppo a destra della destra. Comprensibile, ma stiamo attenti a non esagerare. Per esempio, dire I Rom non sono compatibili con la nostra civiltà, o qualcosa del genere, diciamo che non aiuta proprio.

venerdì 2 novembre 2007

W

Se Veltroni le cose che dice le pensa davvero, il loft comincia a diventare una roba seria. Peccato che se l'avesse detto Fini "via alle espulsioni" mi sa tanto che gli mettevano una molotov sotto casa.

Gphone

Sarà che è una mia fissa da un po', però la storia di Google che fa il telefonino non capisco perché ma è stata praticamente ignorata dai giornali, a parte qualche pezzetto piccolo piccolo nascosto qua e là. Cazzo, ma è una roba incredibile invece. Sarà una rivoluzione pazzesca, perché per la prima volta i due mondi più geniali che si trovano in giro in campo di nuove tecnologie, quindi Google ed Apple, potranno finalmente prendersi a sportellate come si deve. Il gPhone di Google (qui uno dei primissimi articoli che ha anticipato per davvero la notizia) sarà un fantastico telefonino con cui si potrà fare quello che si faceva con l'iPod ieri, con il gPhone oggi, con il palmare l'altro ieri, con il Nokia domani e con il computer oggi. Sarà stupendo, i prezzi dei telefonini si abbasseranno sempre di più, ci sarà una concorrenza spietata e quindi formidabile e mentre i prezzi scenderanno salirà la qualità del prodotto. Mi sembra così semplice il ragionamento: mercato super aperto, competitori (si chiamano così?) con due palle gigantesche, concorrenza, prezzi giù, prodotto su e senza neanche che ci sia bisogno di un decreto Bersani, che poverino ci si è messo davvero di buon piglio, però proprio non le capiamo le liberalizzazioni mi sa. E scommettete che se ci fosse già il gPhone in giro, non vi capiterebbe come successo a me sabato scorso, di andare nel negozio della Apple a Roma e a domanda "scusa, quando arriva l'iPhone in Italia" sentirmi rispondere "boh".