giovedì 27 novembre 2008

Il Foglio. "Altro che Sardegna. Tra Unità, CDB e Max, Soru è pronto a scalare il Pd "

Giornale, quattrini, rete di potere, amicizie trasversali, Confindustria. Cosa c’è dietro alle mosse di “Surei”

Bossi e Veltroni

Tra i tanti temi che appassionano i dirigenti del centrosinistra – e che hanno un incontestabile interesse per la vita quotidiana di ognuno di noi (Collocazione europea, caso Villari, caso Latorre, elezioni del segretario regionale laziale, elezioni del segretario provinciale perugino, e molti altri argomenti appassionanti) – uno in particolare mi fa venire in mente la differenza che esiste tra un leader che deve dimostrare di essere un leader e un leader che è leader e basta, e che fa il capo. Ora, provate a immaginare cosa potrebbe accadere nella Lega se qualche tesserato si alzasse in piedi e, come capita in questi giorni nel Pd, chiedesse di convocare un congresso. Più o meno sentireste questo rumore qui: prrrrrrrrrrrrrrrrrrr.

A proposito di India

http://www.ilfoglio.it/soloqui/1442

lunedì 24 novembre 2008

A proposito di Zaleski

Dopo aver letto il Mucchetti di ieri sul Corriere che difendeva con piglio il buon Zaleski, il problema è che, secondo me, da queste parti nessuno sa come si dice in polacco "fare il frocio con il culo degli altri".

Nel Pd non c'è nessuna crisi.

I dalemiani nel Lazio non votano il candidato alla segreteria regionale del Pd. Nicola Latorre dice che nel Pd bisogna capire se "esistono le condizioni minime di vivibilità democratica". Il dalemiano Walter Tocci dice che il dalemiano Latorre "nel Pci non sarebbe durato un giorno come vice capogruppo del Senato, dopo aver appoggiato l’avversario in diretta televisiva". La radicale Giulia Innocenzi dice di non aver "ricevuto neanche una telefonata che mi informasse delle modalità dello spoglio, figuriamoci del risultato!". Nel Pd, però, va tutto bene, e Veltroni si diverte così tanto che ha appena organizzato una bellissima, e naturalmente imperdibile, "party su Facebook". "In questi mesi su Facebook ogni giorno ho scoperto persone nuove, ho rincontrato vecchi compagni di viaggio e stretto nuove amicizie. (...) Nelle ore piu' strane del giorno e della notte affiorano ricordi, si scoprono pensieri comuni, le foto che caricate raccontano la vostra vita e a volte la mia"

giovedì 20 novembre 2008

Eroico Villlari

**FLASH -RAI: VILLARI NON RASSEGNA DIMISSIONI- FLASH** =

VIGILANZA RAI. VILLARI: CONTRO DI ME MINACCE INACCETTABILI

VIGILANZA RAI: IN UFFICIO PRESIDENZA VILLARI NON SI E' DIMESSO =

**FLASH -RAI: VILLARI, SONO DEL PD MA ISTITUZIONE PRECEDE PARTITO- FLASH** =

mercoledì 19 novembre 2008

Il Foglio. "Il tesoretto del Pd (e l'opa). D’Alema va forte al nord (e all’Europarlamento), Veltroni si rifà in Emilia. Torino ago della bilancia"

La finanza paonazza/2

La finanza paonazza/1

Sperando che il generale David Petraeus non finisca pure su men's health, come dice il mio compagno di banco

http://men.style.com/gq/features/landing?id=content_7599

Che comunque secondo me sarebbe stata una buona soluzione anche per la Vigilanza

(ANSA)-LONDRA, 19 NOV- Sembra proprio che il Queens Park Rangers, squadra inglese di Flavio Briatore, abbia trovato un nuovo allenatore, il portoghese Paulo Sousa. Lo scrive il quotidiano inglese 'The Sun', precisando che l'accordo con l'ex centrocampista di Juve, Inter e Parma, sarebbe gia' stato raggiunto. Il tecnico potrebbe esordire gia' sabato prossimo per la gara in casa del Watford. In Championship (serie B inglese), il QPR e' attualmente decimo con 25 punti. (FOTO ARCHIVIO)

martedì 18 novembre 2008

Il mio nuovo statista di riferimento/2

"Ho il dovere istituzionale di fare funzionare la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai".
18 novembre 2008 Riccardo Villari

Il mio nuovo statista di riferimento

"Passerò tutta la mia vita politica a contrastare la scelta di andare con Di Pietro".
17 novembre 2008, Riccardo Villari

lunedì 17 novembre 2008

Ahiaiaiaiai, cari leghisti

(ASCA) - Roma, 17 nov - Il federalismo fiscale, cosi' come delineato nei disegni di legge all'esame delle commissioni Affari costituzionali, Bilancio e Finanze del Senato 'puo' portare ad un aumento della pressione tributaria'. E' quanto ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzari nel corso della sua audizione a Palazzo Madama.
'Il sistema di finanziamento degli enti territoriali configurato dal disegno di legge sul federalismo fiscale - ha dichiarato Lazzaro - comportera' lo spostamento di rilevanti quote di gettito Irpef dal centro verso la periferia. Cio' puo' comportare rischi che vanno opportunamente valutati: puo' portare ad un aumento della pressione tributaria e in particolare dell'Irpef e ad una forte dilatazione in ragione del ruolo centrale assegnato dal finanziamento del federalismo fiscale all'Irpef nel ricorso alla perequazione'.

Brunetta e la sinistra

La cosa che più mi sorprenderebbe della frase del ministro Brunetta ("I dipendenti pubblici fannulloni sono in maggioranza di sinistra") è che c'è ancora qualcuno che in Italia vede in giro qualcuno di sinistra.

domenica 16 novembre 2008

Nonna moderna/12

Poverino veru, stu lazzarone.

sabato 15 novembre 2008

Il Pd e i casalesi

Oggi, a Caserta, Veltroni ha detto delle cose molto belle. Ha detto che "Dobbiamo distruggere la camorra tutti assieme" e ha ripetuto che dobbiamo "liberare queste terre dai Casalesi, restituendole a chi ci vive e lavora". Bello. Giusto. Bravo. Bis. Ma chi glielo dice ora a Walter che i suoi senatori due settimane fa, quando lui si trovava in Spagna a presentare la versione spagnola del suo romanzo "La scoperta dell'Alba" ("Cuando amanece" , è la traduzione ispanica), ecco, chi glielo dice che in quei giorni a Palazzo Madama, quando si votava per approvare la presenza in territorio camorrista dell'esercito, il suo Pd – fregandosene del diktat del segretario - ha votato no?

Il Foglio. "Il Pd si allontana dalla Cgil e la Rai si ritorce su W."

Alla Vigilanza il Pdl vota Villari (col CaW che si dimette). E c’è un Orlando felice

Il Foglio. "Perché Riccardo Villari è il migliore presidente che poteva sognare il Pd"

Il senatore dice di essere pronto a mollare, nel Pd c’è chi crede sia molto meglio di Orlando e lui ora si gode il momento

Il compagno Obama

(ANSA) - L'AVANA, 14 NOV - Per l'ex presidente cubano Fidel Castro e' 'ingenuo' illudersi sulle 'buone intenzioni' del presidente eletto statunitense Barack Obama. 'Sarebbe straordinariamente ingenuo - ha scritto Fidel in un articolo pubblicato su Internet - pensare che le buone intenzioni di una persona intelligente possano cambiare quello che e' stato creato da secoli di interessi ed egoismo. La storia umana dimostra tutt'altro'.

Ecco. Prima di credere che Mr president sia il nuovo messia della nuova sinistra – una specie di Diliberto abbronzatello, e a stelle e strisce – aspettate che Obama invii altri soldati in Afghanistan, aspettate che offra nuovi incentivi per la Fiat americana e aspettate che nomini davvero come suo ministro della difesa il compagno Bob Gates, e poi ne riparliamo.

mercoledì 5 novembre 2008

Obameconomics

Solo per informarmi che la crisi è finita.

Oggi al ristorante

Dice, serio, il simpatico cameriere. "Io Obbama non lo conosco, però così – a pelle – me piace".

Non dico altro

Barack Obama ha 47 anni, Giovanna Melandri ne ha 46.

lunedì 3 novembre 2008

A proposito di elezioni

http://it.youtube.com/watch?v=ZI9OYMRwN1Q

Non accetterò commenti su questo post

RASSEGNA STAMPA/ VALERIA MARINI: ORA STUDIO DA MINISTRO

mercoledì 29 ottobre 2008

Ehi, Giulio

Ma scusate. Se Ipse-dixit-Tremonti dice di essere quello che, apocalitticamente, aveva previsto prima di ogni altro il disastro economico finanziario mondiale, beh, perché mai ha scritto una finanziaria come se tutto fosse in fondo all right?

mercoledì 22 ottobre 2008

Cioè

Il più grande errore politico che potrebbe commettere in questo momento Walter Veltroni è quello di voler disegnare il futuro del proprio partito nello stesso modo pasticciato con cui lo ha dipinto finora. Quello Di Pietro è il caso più significativo di pasticcio in salsa democratica, e non è un caso che Veltroni oggi rischia di fare lo stesso – letale – errore che ha commesso nel corso delle ultime elezioni. In che senso. Nel senso che sarebbe importante che il leader del Pd portasse avanti quell’idea che aveva lasciato intendere tre giorni fa, quando aveva detto che con l’Italia dei valori “l’alleanza è finita, ed è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l’impegno”. Veltroni, in quell’occasione, aveva usato le stesse parole che aveva adottato anche qualche mese fa, a Matrix, quando aveva detto che “Di Pietro deve dire se vuole continuare a fare manifestazioni con Beppe Grillo e Marco Travaglio o se invece vuole tornare all’interno di un recinto razionale e riformista”. E oggi invece che fa,W.? Dice che “con l’Italia dei valori, con le altre forze di opposizione dovremo, soprattutto a livello locale nelle elezioni amministrative, cercare di trovare un punto di incontro”. Eccolo qui, dunque, il grande errore fatto da Veltroni nel suo Pd: credere che si possa ragionare in modo diverso sulla politica fatta a livello locale e quella fatta a livello nazionale. Se si rompe, e si deve rompere, non si dice ni, bo, forse, non so. Altrimenti il risultato non potrà mai essere diverso da quello raggiunto nelle ultime elezioni politiche, quando Veltroni decise (secondo me, giustamente) di rompere con la vecchia coalizione che abbracciava l’Ulivo a livello nazionale e di lasciare semini di Unione in giro per il paese. Il risultato alla fine è stato sotto gli occhi di tutti, e nelle due più grandi regioni dove il Pd ha mantenuto le sue contraddittorie ammucchiate, beh, a Roma il Pd ha fatto vincere Alemanno, in Sicilia Veltroni ha preso 35 punti in meno di Raffaele Lombardo. E se il problema è che in Abruzzo Di Pietro è al 20 per cento, francamente, a questo punto meglio andare soli piuttosto che essere ammanettati.

Cvd

PD: VELTRONI, CON IDV DIVERSI MA NON NEMICI Roma, 22 ott. (Adnkronos) - "Con Italia dei valori, con le altre forze di opposizione dovremo, soprattutto a livello locale nelle elezioni amministrative, cercare di trovare un punto di incontro. Non necessariamente essere diversi significa essere nemici, pero' siamo diversi e io voluto ribadire questa diversita' che e' programmatica, politica, che nel momento in cui viene meno un accordo sul programma con il quale si e' stati eletti emerge con maggiore chiarezza". Lo ha affermato il segretario del Pd Walter Veltroni, ospite di 'Radio anch'io'. (Sam/Gs/Adnkronos) 22-OTT-08 10:56 NNNN

martedì 21 ottobre 2008

Hai capito

Pd/ De Benedetti: In Parlamento opposizione non c'è Pd/ De Benedetti: In Parlamento opposizione non c'è Governo contraddittorio con tagli a scuola a rottamazioni Milano, 21 ott. (Apcom) - Il presidente del gruppo Cir, Carlo De Benedetti, stronca con una battuta il ruolo in Parlamento del Partito democratico nel quale aveva riposto inizialmente grandi aspettative. "In questo Paese, in questo momento - ha detto durante la presentazione del suo libro 'Centomila punture di spillo' -, da un lato si vogliono dare soldi che non ci sono all'auto e agli elettrodomestici, dall'altro si vogliono togliere fondi all'istruzione. Sono contraddizioni che dimostrano scarsa prospettiva politica, una cosa che ferisce profondamente. Queste sono cose che o si combattono con l'opposizione in Parlamento, ma l'opposizione non c'è, oppure dobbiamo contare sull'opposizione dei singoli, genitori per esempio, che investono sull'istruzione dei figli". "Certe cose - ha continuato l'ingegnere riferendosi in generale ai provvedimenti che farebbero bene al Paese, come investimenti sull'istruzione - non arrivano mai per decreto, né per legge, né per volontà del principe, ma solo se riconquistiamo con dignità e padronanza la determinazione del nostro futuro. Questo non ha niente a che vedere con l'orientamento politico di ciascuno, non è né di destra, né di sinistra. Se non riprendiamo la volontà di determinare il nostro destino non andiamo lontano". Asa/Dav 21-OTT-08 20:20 NNNN

Come no

"Alla politica non interessa entrare nelle banche", disse Tremonti, scoppiando a ridere.

lunedì 20 ottobre 2008

Pensieri

Angelino Alfano agli studenti di Pallavicino, Palermo: "Senza mafia, la Sicilia sarebbe bellissima".

Già visto, già detto, già fatto

"Alla fine di questo secondo quinquennio io avrò concluso la mia esperienza politica".
Davvero?
"Sì. Non bisogna fare della politica a vita. Bisogna continuare a fare delle cose nelle quali si crede, facendo altro. Ci sono tantissime cose che si possono fare. Io so che quando dico questo tutti mi guardano dicendo 'guarda che furbacchione, dice così ma non è vero'., ne parleremo tra cinque anni. Si vedrà tra cinque anni se sarà vero o no".


Disse Veltroni, più o meno due anni fa, nella stessa trasmissione in cui ora Walter lascia intendere, o meglio, assicura che con Totino “l’alleanza è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l’impegno” di formare un gruppo unico in Parlamento. Niente da dire sulla sostanza delle serie motivazioni (il gruppo unico in Parlamento) che hanno portato il segretario del Pd a “rompere con Tonino”. Per quanto mi riguarda, avrebbe potuto “rompere con Tonino” sostenendo che con “Di Pietro le nostre vedute strategiche a proposito della concreta applicazione del cuneo fiscale non sono più conciliabili”, e sarebbe andata bene lo stesso. Solo che poi, con Tonino, si dovrebbe “rompere” davvero. Se il segretario dovesse farlo, beh, bene, bravo, bis. Ma dati i precedenti, e visto che già due mesi fa ogni democratico anti dipietrista che si rispetti aveva notato che Veltroni, con Tonino, aveva già rotto (“Di Pietro deve dire se vuole continuare a fare manifestazioni con Beppe Grillo e Marco Travaglio, e allora ha scelto una strada, o se invece vuole tornare all’interno di un recinto razionale e riformista (…) Questa è la scelta che Di Pietro deve compiere”), ecco, pur tenendo conto di tutta la buona volontà, pur tenendo conto di tutti i comprensibili tentativi che il Pd sta facendo per far fuori Orlando e pur tenendo conto dell’organizziazione, diciamo, complessa della manifestazione di sabato prossimo, Veltroni non si deve stupire se anche oggi, quando va in tv, noi poveri democratici non possiamo che pensare le stesse cose che pensa il segretario. “Io so che quando dico questo tutti mi guardano dicendo ‘guarda che furbacchione, dice così ma non è vero’, ne parleremo tra cinque anni. Si vedrà tra cinque anni se sarà vero o no". E furbacchione, comunque, l’ha detto lui.

Speriamo che duri

Veltroni: Di Pietro dice cose "molto lontane dall´alfabeto della cultura democratica del centrosinistra".
Soro: "Di Pietro è un politicante sleale"

Non mi ricordo più, dopo l'uno, il due e il tre, qual è il numero prima del cinque.

Lo ammetto, lo ammetto. Essendo cresciuto a Roma, pur essendo nato a Palermo e pur essendo al 55 per cento rosanero e al 45 per cento nerazzurro (lo so, lo so non c'è alcuna credibilità), non esiste al mondo alcuna partita che abbia l'odore di derby come quando l'Inter, o il Palermo, infilano le loro zampette a Roma. Soprattutto quando lo fanno contro la Roma. Di conseguenza, non ci poteva essere questa sera all'Olimpico un'affermazione che stimolasse in modo così violento lo spirito combattivo dell'ultrà che è in me come quella che, cordiale e raffinata, arrivava dai gradoni della curva sud. "Come la Juve, voi siete come la Juveee", ché ci stava così bene e che dava un senso di onnipotenza così sincero che quasi quasi mi è dispiaciuto che il primo dei 4 (quattro) pappini Ibra non lo abbia fatto in fuorigioco.

domenica 19 ottobre 2008

A proposito di Facebook

Ad agosto Facebook ha fatto registrare 1.369.000 utenti unici con un incremento annuo del 961%.

Il Pd e la tv

Veltroni dice che è uno scandalo il fatto che le voci del governo occupino, tra giornali e tv, circa il 70 per cento dello spazio politico disponibile. Ma in tutto questo Veltroni dimentica che se il suo partito occupa dunque meno del 30 per cento dello spazio politico disponibile questo può significare che in Italia c'è un regime, una dittatura, un lento passaggio alla tirannia (anche se l'editore del giornale un tempo di riferimento di W. ieri ha detto che non si può «certo parlare di regime se la libertà di espressione è totale»). Può essere che sia così, oppure dall'altra parte può essere anche che il partito che rappresenta Walter Veltroni, oggi, drammaticamente, non abbia proprio un cazzo da dire.

Tanto per capire

Dice Repubblica di oggi che gli stati del Dubai e Qatar, assieme, hanno il 35% della Borsa di Londra e di Milano.

sabato 18 ottobre 2008

Prima o poi doveva succedere (sempre che sia vero)

INTERNET: SI FINGE SINGLE SU FACEBOOK, MARITO LA UCCIDE

(ASCA) - Roma, 18 ott - Si finge single su Facebook e il marito geloso la uccide a colpi di mannaia. Non e' la trama di un thriller ma quanto successo realmente a sud di Londra lo scorso febbraio e ora l'uomo, Wayne Forrester, e' stato riconosciuto colpevole e condannato all'ergastolo. A renderlo noto e' il tabloid inglese The Sun.Emma, 34 anni e madre di due figli, era stata accoltellata ripetutamente dall'uomo, suo marito da 15 anni, che al momento dell'arresto ha tentato di giustificarsi dichiarando di essere stato ''umiliato'' dalla moglie che aveva cambiato il suo status coniugale sul sito internet

La sinistra in mutande

La cosa più sconvolgente di questi giorni di disastri economici (giorni accompagnati da colonne sonore intonate in russo, da bandiere sovietiche sventolate di nascosto nei ministeri della repubblica e da busti di Marx molto probabilmente utilizzati come ferma carte ministeriali) è che - ora che il mondo si è spostato a sinistra; ora che i presidenti di destra discutono della presenza dello stato nell'economia con la stessa disinvoltura con cui un tempo disegnavano schemini d'attacco per le proprie squadre di calcio; e ora che non ci sarebbe nulla di strano a vedere Paul Krugman candidato a essere sottosegretario del ministro Giulio Tremonti – sembra veramente paradossale che la sinistra non di governo si sia fatta trovare di fronte alla tempesta con le mutande calate. Cioè. La mia idea è che tutta quella sinistra progressivamente cresciuta sulle strade della terza via (Blair, Clinton, D'Alema, etc etc) sia oggi in balia di una vecchia e precisa strategia politica. Ovvero, quella di restare a sinistra, sì, ma sviluppando un tipo di teoria politica profondamente progressista in grado di non essere così sciocca da lasciare in mano alla destra temi tradizionalmente legati a quell’area politica lì. Sicurezza, mercato sempre più libero, appoggio alle piccole e medie imprese, liberismo che non è di destra e che deve essere (come no!)di sinistra, etc. Per dirlo in modo molto volgare, la sinistra intelligente si è lentamente spostata a destra. Lo ha fatto sempre di più. Lo ha fatto nelle sue più diverse espressioni di politica quotidiana, lo ha fatto nel corso di quelle campagne elettorali in cui thatcerismo e reaganismo (oh, sto semplificando eh) sono diventati pane commestibile per i denti della nuova sinistra. Ebbene, cosa succede oggi? Succede - come segnalato in questo bellissimo articolo di Enzo Bettiza sulla Stampa - che il mondo della politica ha puntato il suo obiettivo a destra, che la sinistra ha valorizzato sempre di più il suo non essere più pregiudizialmente schierata contro la destra, che la destra è riuscita a rielaborare (e a far sue) molte e condivisibili teorie di sinistra e che, ora che i governi di mezzo mondo a torto o a ragione hanno deciso di mettere in pratica politiche dal profilo statalsocialista, la sinistra ha clamorosamente scoperto di essere finita troppo a destra e ha sfortunatamente capito che la destra ora fa così bene (o almeno ci prova) cose di sinistra che, come per esempio capita in Italia, della sinistra in questo momento il paese può cominciare tranquillamente a farne a meno.

giovedì 16 ottobre 2008

Ecogelmini

Mi dicono che sull'Economist di domani l'ex Direttore di McKinsey, Roger Abravanel, spiega che le scuole del Mezzogiorno italiane sono assai simili a quelle dell'Uruguay e della Thailandia. Meicojons.

lunedì 13 ottobre 2008

And the winner is

Come era piuttosto facile immaginare, il premio Nobel per l'economia non l'ha vinto Giulio Tremonti, ma l'ha vinto Paul Krugman. Un pazzo geniale, il suo libro l'ho letto quest'estate. Eccolo qui.

venerdì 10 ottobre 2008

Il Foglio. "I Popolari si allontanano da Veltroni e si avvicinano a D’Alema"

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2008/10/il-foglio-i-popolari-si-allontanano-da.html

Il Foglio.it "Reunion"

Qui.
Prima di scoprire che l’ultima originale presa di posizione del Partito democratico è quella di andare festanti in piazza a manifestare contro il Cav. stando però attenti a non dare l’impressione di manifestare anche contro il governo del Cav., la riunione di oggi mette a fuoco le due posizioni presenti in redazione sulla crisi economica internazionale: da un lato c’è chi sostiene che il mondo finanziario si sarebbe salvato assai più velocemente senza la manina invisibile dei governi (sia maledetto lo statalismo!); dall’altro lato c’è chi sostiene che quel mondo, già prossimo al crollo, sia crollato proprio perché la manina invisibile dei governi doveva intervenire ben prima (sia maledetto il capitalismo!). In altre parole, l’aspetto che lascia perplessa parte della redazione è che non si capisce se sia il panico a scatenare i politici o se siano i politici a scatenare il panico (e c’è da dire che non è il massimo vedere un politico che prova a incoraggiare il mercato spiegando che le banche – seppur sane – verranno salvate dal governo, che l’economia – seppur sana – verrà salvata dal governo, che i consumatori – seppur in perfetta salute – verranno salvati dal governo, e il tutto con un registro di parole che fino a pochi giorni fa veniva utilizzato solo per descrivere lo stato di salute della difesa della Juventus o al massimo per mettere in evidenza la fecondità del bacino elettorale della sinistra Arcobaleno). Il resto della riunione è caratterizzato poi da uno scoop alemanniano, da uno dei temi che più appassiona una parte del settore politico (è il Cav. che ha bisogno di W. oppure è il CaW che può fare tranquillamente a meno di W.), da una proposta di editoriale sul mondo che crolla e l’Iraq che però non va poi così male; anche se poi l’ovazione finale è per una magnifica proposta che arriva dal settore economia: perché mentre le maestre e gli studenti vanno in piazza per manifestare contro il governo sembra ci sia qualcuno che alla fine non se la passa così male: le fabbriche di grembiulini.