lunedì 20 ottobre 2008

Non mi ricordo più, dopo l'uno, il due e il tre, qual è il numero prima del cinque.

Lo ammetto, lo ammetto. Essendo cresciuto a Roma, pur essendo nato a Palermo e pur essendo al 55 per cento rosanero e al 45 per cento nerazzurro (lo so, lo so non c'è alcuna credibilità), non esiste al mondo alcuna partita che abbia l'odore di derby come quando l'Inter, o il Palermo, infilano le loro zampette a Roma. Soprattutto quando lo fanno contro la Roma. Di conseguenza, non ci poteva essere questa sera all'Olimpico un'affermazione che stimolasse in modo così violento lo spirito combattivo dell'ultrà che è in me come quella che, cordiale e raffinata, arrivava dai gradoni della curva sud. "Come la Juve, voi siete come la Juveee", ché ci stava così bene e che dava un senso di onnipotenza così sincero che quasi quasi mi è dispiaciuto che il primo dei 4 (quattro) pappini Ibra non lo abbia fatto in fuorigioco.

1 commento:

Vincenzo ha detto...

Vorrei però ricordare che:
-il gol di turone era regolare
-al circo massimo eravamo 12 milioni tra cui il Papa Camuffato
- il bruco dietro la macchina
- aldair e i guanti al Delle Alpi
- la lazio il trattore la cicoria
- tutti a manciestern
- il palazzo
- il vento del nord