giovedì 20 settembre 2007

Saviano

E' strano parlare di Saviano. Perché da una parte c'è l'elogio: del suo libro magnifico e anche del suo coraggio; ed è sbagliato, come invece fatto oggi da qualcuno, criticarlo perché si vada a cercare i problemi nella tana del lupo. Saviano ha fatto una gran cosa, ma l'uso politico di Saviano, dello stato che lo accompagna per poter accostarsi all'alone magico del "stiamo facendo qualcosa contro la Camorra", quello è vergognoso. Piccolo promemoria: Saviano è descrittivo, Bertinotti e lo stato e chi altro dovrebbe promuovere, oltre ai romanzi, anche soluzioni. Per esempio l'esercito; perché accompagnare Saviano nella tana del lupo non solo è semplice, ma se usato in un certo modo fa anche un po' schifo.

3 commenti:

Nicolò La Rocca ha detto...

D'accordissimo. Lo stanno sfruttando. Come se la lotta alla criminalità organizzata si possa esaurire nello stare nei pressi (fisicamente proprio) di Saviano. Fanno finta di non conoscere Gomorra. A loro interessa la patente antimafia: ma se la vogliono guadagnare con una sorta di "Novella 2000 del crimine".

Demonio Pellegrino ha detto...

Non ci scordiamo che siamo il paese nel quale gli abitanti della Locride lanciano pietre al passaggio dei canadair che stanno tentando di spegnere gli incendi.

Una roba allucinante.

Giovanna Alborino ha detto...

Ci voleva il libro di Saviano per mobilitare lo Stato? tutti hanno sempre saputo dov'era di piu' incentrata la camorra e hanno sempre avuto paura.Io al posto di Saviano non mi sarei esposta osi tanto, mettendo a repentaglio la mia vita e quella dei miei familiari.