venerdì 7 settembre 2007

Carcere e lavavetri

Sono d'accordo sulla questione lavavetri e microcriminaità da punire. Certo, ovvio. Ma la galera? Cioè. Come diavolo fa un governo che ha fatto l'indulto e che avrebbe dovuto fare l'amnistia a pensare, solo lontanamente pensare, che il modo migliore di risolvere i problemi (microproblemi) sia quello di sbattere, di nuovo, tutti in galera. Ma di che stiamo parlando? Per esempio, non so, hanno mai sentito parlare di pene alternative? Mi meraviglio soprattutto di Mastella, passato da una fase realista (fase indulto: applausi applausi applausi) a una terribile ed elettoralmente comprensibile fase populista (in sostanza: pene severe per tutti). Vabbé.

4 commenti:

Demonio Pellegrino ha detto...

sono d'accordo con te sulla questione microcriminalita' (anche se in disaccordo sull'indulto). Mi pare allucinante anche solo proporre di mandare in galera i lavavetri. Basta beccarli, e se sono clandestini, sbatterli fuori. Se sono regolari, li metti a fare lavori come raccattare i pomodori o altro. Senza problemi.

Se si ritiene che sia allucinante il sistema americano che ti manda in galere se vieni beccato tre volte a rubare la mela, non capisco come non si possa inorridire per il lavavetri che si fa tre mesi di galera.

Con tutte le conseguenze sull'affolamento delle prigioni e sulle mie tasche, visto che il carcerato viene pagato con le mie tasse.,

federico ha detto...

Mi permetto di giudicare troppo ciniche le vostre analisi. Senza cadere in un pietismo di facciata vi invito a riflettere:
1 Sul provvedimento senza dubbio vergognoso, non si può dare il carcere ad un lava vetri, al di là del sovra affollamento delle carceri.
2 Non vedo in occidente paesi che non abbiano problemi d'immigrazione, che abbiano leggi restrittive o flessibili. Gli U.S.A. sono un caso emblematico.
3 L'immigrazione è un fenomeno globale che nasce appunto da rapporti economici e politici tra le diverse zone del mondo, mi sembra un po miope risolverlo (se mai sia possibile) partendo dai lavavetri

Lo siamo stati anche noi italiani clandestini e forse lo risaremo... chi lo sà
Saluti

Claudio Cerasa ha detto...

Infatti, dear Mr Federico, il problema dei lavavetri è che, a mio avviso, se li si usa in termini populistici, tipo: "Ah, il problema sono i lavavetri", è una cazzata. Se li si prende, e che non mi sia dia del leghismo, come un problema di una parte che rappresenta il tutto (piccole impunità o piccole porzioni di illegalità tacitamente consentita, come scritto oggi da Europa), beh: allora se quella è la molla che fa scattare lo sceriffismo progressista di sinistra, che ben venga. E' anche l'unico modo per aiutarli davvero i lavavetri. Pensaci bene

Nicolò La Rocca ha detto...

Sono d'accordo, bisogna affrontare la micricriminalità. Però ogni volta che un governo, di destra o di sinistra, è in difficoltà, si mette a fare comizi sulla paura nelel città, sulle rapine nelle ville, sui tabaccai uccisi. Sono paure legittime, che io per primo provo. Però, ecco, mi pare che queste caste politiche che ci ritroviamo e meritiamo le utilizzino per altri fini. Ma come, non si stava parlando dei costi della politica? Delle caste? Della borghesia mafiosa? E loro, prontissimi, provvedono a riempire il tubo catodico di pericolosissimi lavavetri. Boh.