sabato 22 settembre 2007

venerdì 21 settembre 2007

Domenica

Domenica, su Rai Uno, Cerazade su "Sabato, domenica &".

giovedì 20 settembre 2007

Sabato

Sabato prossimo Cerazade a Omnibus, su la7

Esuberi

La Padania chiude la redazione del sud. La notizia è che la Padania aveva una redazione del sud.

Saviano

E' strano parlare di Saviano. Perché da una parte c'è l'elogio: del suo libro magnifico e anche del suo coraggio; ed è sbagliato, come invece fatto oggi da qualcuno, criticarlo perché si vada a cercare i problemi nella tana del lupo. Saviano ha fatto una gran cosa, ma l'uso politico di Saviano, dello stato che lo accompagna per poter accostarsi all'alone magico del "stiamo facendo qualcosa contro la Camorra", quello è vergognoso. Piccolo promemoria: Saviano è descrittivo, Bertinotti e lo stato e chi altro dovrebbe promuovere, oltre ai romanzi, anche soluzioni. Per esempio l'esercito; perché accompagnare Saviano nella tana del lupo non solo è semplice, ma se usato in un certo modo fa anche un po' schifo.

"Ho Visto l'uomo nero" sul Foglio

Oggi pubblicato il primo capitolo.
Qui e qui

Recensione su Repubblica

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/09/ho-visto-luomo-nero-su-repubblica.html

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/09/ho-visto-luomo-nero-su-repubblica_19.html

mercoledì 19 settembre 2007

Domani Cerazade sulla fantastica "Nuova spazio Radio"

http://www.elleradio.it/modules.php?name=Palinsesto_quotidiano

Esce il mio libro

Esce il 21 settembre, ma già si trova in giro. E' un po' un'inchiesta, un po' un racconto, un po' un saggio e un po' un romanzo; si parla di Rignano Flaminio. Il libro costa 14 euro, l'editore è Castelvecchi, sono circa 170 pagine. Questa è la copertina, questa la copertina con il mio profilo e la quarta di copertina. Il libro si chiama "Ho visto l'uomo nero".

lunedì 17 settembre 2007

Roma

La Roma è impressionante. E poi Totti, come nota qualcuno, ha iniziato a seguire gli stessi riti del 2000/2001. Un rito, per esempio: la fascia al braccio della Kappa (che era lo stesso sponsor del 2001) con gli omini indossati al rovescio (come nel 2001). A parte questo, fa paura.

Grilli

Leggendo, da sette giorni, continuamente roba su Grillo, mi veniva in mente una cosa. Cioè, non fa un po' impressione leggere le più autorevoli firme italiane sui più autorevoli giornali italiani pronte a sostenere che il beppegrillismo.com sia deleterio perché fomenta le piazze, perché è populista e perché la soluzione non è spazzare via i partiti; semmai farli funzionare meglio? Sono tutte obiezioni corrette, a mio avviso. Ma non fa impressione leggere queste opinioni sulle colonne di quei giornali che fino a pochi anni fa facevano il beppegrillismo di piazza, non su un blog, ma con la carta stampata; chiedendo di mandare a casa la prima repubblica; chiedendo di distruggere i partiti; chiedendo, non espressamente ma chiedendolo, di dar vita a un nuova democrazia rappresentativa con nuovi uomini, nuovi partiti? Cioè. Non è singolare che chi critica giustamente Grillo oggi, non abbia criticato se stesso quando durante Tangentopoli (e in parte anche durante bancopoli) utilizzava la stessa demagogia per "cambiare il sistema" e per poi trovarsene uno molto peggiore di quello che hanno contribuito a smontare con la scusa delle mazzette?

sabato 15 settembre 2007

Leggete

Mai letto nulla di così divertente. Qui.

domenica 9 settembre 2007

Beppe Grillo

Fanno male a sottovalutarlo. Grillo farà un partito, o meglio, un movimento. Lo farà prima del 2009 e lì saranno cazzi per tutti (300.000 persone sono veramente tante). E soprattutto perché Grillo rappresenta quella fetta di giustizialismo viscerale non compromessa con il giustizialismo di tangentopoli. Parla bene, predica alla grande, ha un blog da paura (stesso modello di quello di Di Pietro, ma è solo un caso) e gioca sull’assurda ambiguità del fatto che Internet non viene ancora considerato un vero e proprio mezzo ufficiale di informazione (semmai un tipo di informazione con un vestito un po' più giovane). E proprio per questo rischia di fare anche dei colpacci notevoli e a volte trascurati dai giornali. Come questo. (Lo sapevate che Veltroni è d'accordo con due su tre delle proposte di Grillo?)

venerdì 7 settembre 2007

Carcere e lavavetri

Sono d'accordo sulla questione lavavetri e microcriminaità da punire. Certo, ovvio. Ma la galera? Cioè. Come diavolo fa un governo che ha fatto l'indulto e che avrebbe dovuto fare l'amnistia a pensare, solo lontanamente pensare, che il modo migliore di risolvere i problemi (microproblemi) sia quello di sbattere, di nuovo, tutti in galera. Ma di che stiamo parlando? Per esempio, non so, hanno mai sentito parlare di pene alternative? Mi meraviglio soprattutto di Mastella, passato da una fase realista (fase indulto: applausi applausi applausi) a una terribile ed elettoralmente comprensibile fase populista (in sostanza: pene severe per tutti). Vabbé.

Giustizia italiana

Diciassette anni (!!!!!!!!!) dopo l'assassinio di Simonetta Cesaroni a Roma, in via Poma, ecco un passaggio di un qualsiasi articolo di oggi, sul "caso riaperto":
"Ma la soluzione del giallo di via Poma è ancora lontana". Diciassette anni dopo.

giovedì 6 settembre 2007

Diciamo che il problema è proprio questo, diciamo

*M.O./ PRODI: SIAMO L'UNICO PAESE CHE DIALOGA CON TUTTI *M.O./ PRODI: SIAMO L'UNICO PAESE CHE DIALOGA CON TUTTI E per la pace abbiamo bisogno del dialogo Roma, 6 set. (Apcom) - "Protagonisti è una parola forte. Però in questo momento viene riconosciuto che l'Italia è forse l'unico Paese che dialoga con Amman, con Riad, con Damasco, con Teheran, con la stessa credibilità, così come è stato riconosciuto per Israele". Il premier Romano Prodi risponde così al Tg1, che - dopo una settimana di colloqui del Presidente del Consiglio con molti paesi mediorientale - chiede se l'Italia sia protagonista del dialogo nella regione. "E' lo stesso lavoro che io ho fatto anni fa riguardo la Libia, prima misconosciuto e poi riconosciuto - ricorda Prodi - perchè abbiamo bisogno di dialogo per la pace". Rea 06-SET-07 20:28 NNNN

Massimo D'Alema

Ha letto bene D'Alema le parole di Shimon Peres? E' proprio sicuro, D'Alema, che per arrivare alla pace in medio oriente, tra Israele e Palestina, l'ideale è dialogare con Hamas?
"E' Hamas il nemico della pace", ha detto Peres, presidente d'Israele. Chiaro?

Gianfranco Fini

Non per infierire. Però, prima Fini si fa in quattro per fare il referendum e poi, due giorni fa, si fa in tre per superare il referendum. Bo. Sull'argomento consiglio libro, molto approfondito, molto bello e molto interessante. Eccolo.

mercoledì 5 settembre 2007

Lega, Forza Italia e sinistra

Pare che Forza Italia, Lega e An siano molto eccitate dall'aver raggiunto un accordo sul fatto che potrebbero accordarsi su un futuro accordo sul sistema elettorale. Minchia. Resta il fatto che comunque, dopo un bel po', sono tutti contenti a destra per aver raggiunto un minimo di spirito di cooperazione. E ora si dice che la Cdl stia inciuciando con Ds e Margherita per scavalcare Prodi sulla legge elettorale e per poter andare al voto il prima possibile e far durare Prodi il meno possibile. Vero, anche questo. I Ds dicono che non è così, Prodi dice che non c'è nessun problema, i prodiani sono un po' terrorizzati e intanto - un po' di nascosto - Fassino inizia ad aprire le porte alla destra, sulla legge elettorale ma credo non solo su quello. (Finirà, magari mi sbaglio, che la Lega e i Ds troveranno un accordo che starà bene anche a Forza Italia su una specie di sistema elettorale tedesco con uno sbarramento poco più alto del 5 per cento e che porterà alle elezioni entro la fine del 2009. Intanto Fassino, grazie al cielo, ha capito che è meglio dasse na mossa: e l'ha detto ieri, ecco qui).

Oggi, tra le lettere del Foglio

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/09/tra-le-lettere-del-foglio.html

martedì 4 settembre 2007

Tra poco più di due settimane

In inglese

Tre capitoli del libro su Bush

Karl Rove

leggetevi questo, è uscito oggi sul Foglio.

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/09/karl-rove.html

Un genio

http://www.fotolog.com/camallo/31522395

Bonini, D'Avanzo, rugby

C'è qualcosa che non mi torna. Come mai, prima, Carlo Bonini si mette a fare tre pagine sul rugby (sul Venerdì di Repubblica) e ora, oggi, D'Avanzo fa una pagina intera di Rugby sul quotidiano, con richiamo in prima?

lunedì 3 settembre 2007

Michael Moore

Nell'ultimo film di Michael Moore, Sicko, Michael Moore (tra le tante cose, alcune interessanti altre terribilmente propagandistiche) spiega che i terroristi pericolosi spietati fondamentalisti e distruttori delle torri gemelle (quelli di Al Qaida), a Guantanamo, vengono trattati con i guanti di velluto, vengono fatti accomodare in celle comode comode, hanno a disposizione alcuni spazi all'aperto per giocare a calcio (e anche a basket) e hanno anche gli ospedali "migliori di quelli americani standard" (nel film si dice più o meno così) tanto che Moore decide di portare qui alcuni americani di cui lo stesso Moore racconta le rispettive storie sanitarie. (Poi a Guantanamo Moore non riuscirà a entrare e porterà i suoi ospiti in un ospedale turistico di Cuba, cercando di convincere il gentile spettatore che gli ospedali cubani sono tutti così meravigliosi come quello dove Moore ambienta le ultime scene del suo film. Peccato che Cuba si trovi, come qualità sanitaria e ospedaliera (se proprio vogliamo dirla tutta), due posizioni al di sotto degli stessi Stati Uniti. Peccato che Moore si dimentichi di ricordare che i cubani non sono turisti e che i cubani si curano negli ospedali non turistici in giro per le città, che di norma non hanno il televisore e non hanno i raggi x e non hanno tutte quelle belle cose che Moore mostra nel film). Ma come? Non li frustavano a Guantanamo? Non li facevano girare con queste tute e poi li picchiavano e li umiliavano? Non erano totalmente assenti i diritti umani? Non era come Abu Grahib? Stronzate. Come al solito aveva ragione Mark Steyn.
Ah, parentesi. Ma nel film precedente (Fahrenheit 9/11), Moore non ci spiegava che praticamente i terroristi non esistono e che, sostanzialmente, l'Undici settembre era una mezza bufala con gli americani compromessi con i Sauditi e bla bla bla. E ora che fa? Comincia a dire che i terroristi sono cattivi cattivi? Lui? Lui che diceva che tutta una balla, che gli americani sapevano tutto e bla bla? A me sembra da pazzi, poi fate voi.

Recoba cabana

Una liberazione, ora finalmente potrà iniziare a fare il fenomeno. Dice Recoba che al Toro mi vogliono tutti, a Milano mi vuole solo Moratti (che, da straordinario scopritore di talenti qual è, pur di coccolarselo e pur di fargli credere di essere un giocatore vero, gli ha portato ad Appiano Gentile anche alcuni incisivi amici uruguagi come l'indimenticabile Pacheco e il vivace Rivas). Recoba è, come direbbe Mordecai Richler, un giocatore bello ma “non completamente necessario”. E farà anche i suoi dieci gol, il Chino. Però pensateci. Pensi a Zaccardo e ti viene in mente subito che lui è un numero due; pensi a Rosina e ti viene subito in mente che lui (che sarà il giocatore più apprezzato dell'anno, vedrete) è un numero 10. Pensi a Samuel e ti viene subito in mente che lui è un classico numero 5. E Recoba? Niente. Un po' 10, un po' 7, un po' 11, un po' 9. Praticamente inutile, quindi perfettamente interista. E in effetti, per questo, un po' mancherà.

mercoledì 29 agosto 2007

Trashtevere

E' ridicolo. Avete presente le metropolitane il giorno dopo un attentato (o una minaccia d'attentato) in qualsiasi altra parte del mondo, che improvvisamente si ritrovano piene di poliziotti, cani, etc etc? Avete presente, poi, quelle stesse metropolitane che pochi giorni dopo tornano esattamente come prima? Avete presente la storia di Trastevere? Della coca sugli specchietti etc etc. Ecco, la situazione è che Trastevere ora è sotto la preziosa scorta di un centinaio di militari, poliziotti e carabinieri che trotterellano tra piazza Santa Maria in Trastevere e Piazza Trilussa e che, ma la colpa naturalmente non è loro, sono sicuro che tra dieci giorni, quando le cronache romane sempre meno veltroniane, torneranno a parlare di notte bianca e di colossei magnificamente illuminati, state certi che non saranno più costretti ad andare in giro a difendere la limpidezza mediatica del modello Roma.

Lavavetri

Stronzate. Chi l'ha detto che è leghismo la storia dei lavavetri? E' ovvio che ci sono tanti problemi prima dei lavavetri (immigrazione, criminalità etc), però non è male che a qualcuno comincino a girare le palle.

Letta

Oggi Letta chiede, su Repubblica, di "cambiare quelle regole o si uccide la partecipazione". Dice cioè che chi va alle primarie non deve essere costretto a iscriversi. Giusto. Peccato però che non sia affatto così.

martedì 28 agosto 2007

Governo e Partito democratico

Certo che se Romano Prodi e Rosy Bindi credono che bastino le primarie di Veltroni, Rutelli e Franceschini per mettere a rischio il governo, forse Romano Prodi e Rosy Bindi, e naturalmente anche il vicepremier Rutelli, dovrebbero iniziare a farsi delle domande e a darsi delle risposte. Il problema è il Pd che nasce veltroniano o il problema è il governo che sta morendo prodiano?

martedì 21 agosto 2007

Soru, Walter e Cdb

Chissà se è solo un caso. Veltroni, ormai è chiaro, non si aspettava per le primarie di incontrare un simile casino, soprattutto per quanto riguarda i candidati regionali (cosa è successo. In alcune regioni i candidati veltroniani sono appoggiati anche, oltre che da Veltroni e quindi dal suo compagno di ticket Franceschini, da Letta e/o dalla Bindi. Il risultato è che in alcune regioni la parte della Margherita che compone il ticket, quindi Franceschini che tradotto significa ex Partito popolare, ha paura di essere scavalcata dai suoi ex compagni di partito, come Letta e Bindi), è chiaro che qualcosa Walter deve fare, ora che è tornato dalle Maldive. E mentre lui era in vacanza, mentre Bettini e la Melandri lo difendevano, lo difendevano e lo difendevano, Carlo De Benedetti firmava accordi con Tiscali, quindi con Soru e ora, pochi giorni dopo, Renato Soru - governatore lettiano e numero uno di Tiscali, che però non conferma la notizia del Corriere - scende in campo per il Pd. E scende in campo, così sembra, per Veltroni e forse un po' anche per De Benedetti. Chissà se è solo un caso.

venerdì 17 agosto 2007

Tra le lettere di oggi

Al direttore - Quando non si sa bene come definire la “cosa”, che sia bianca, rossa o nera, sembra sia diventato molto trendy utilizzare quella parolina lì, “radicale”. Sarà il caldo (oppure il fresco), sarà che a Roma – specie dalle parti di Largo Fochetti, specie dalle parti di Francesco Merlo – ostriche e caviale non son più quelli di una volta, ma chissà perché ogni giorno c’è un Prodi che scrive alla sinistra radicale, c’è il radicale che non ama la sinistra radicale, c’è il Pd che non vuole il radicale, c’è Casini che sogna un centro radicale, c’è Baccini che dice di non saper bene cosa diavolo sia questo centro radicale ma che comunque lui, il centro, non lo vuole radicale, ma lo vuole solo radicalmente moderato; c’è la Bindi che chiede responsabilità alla sinistra radicale, c’è la sinistra radicale che prima, sul welfare, chiede un cambio radicale e poi, un po’ stordita, dice che se non ci sarà un cambio radicale la colpa, naturalmente, sarà di tutti questi militanti qui, logicamente radicali; e con il risultato, magnifico, che ormai, quando dici o quando scrivi “radicale” non ti risponde più nessuno. Proposta: non è più semplice iniziare a dire “radicale” solo accanto alla parolina “partito”? Claudio Cerasa

giovedì 16 agosto 2007

Surriscaldamento cerebrale

CLIMA/ MERKEL IN GROENLANDIA PER DISCUTERE SURRISCALDAMENTO CLIMA/ MERKEL IN GROENLANDIA PER DISCUTERE SURRISCALDAMENTO Oggi e domani, effettuerà giro in elicottero assieme a esperto Berlino, 16 ago. (Ap) - Accompagnata dal ministro dell'Ambiente tedesco, la "cancelliera" tedesca Angela Merkel è diretta oggi in Groenlandia, dove discuterà del surriscaldamento globale con le controparti locali. Merkel e il ministro dell'Ambiente Sigmar Gabriel incontreranno il premier danese Anders Fogh Rasmussen e il collega della Groenlandia, Hans Enoksen, nella città di Ilulissat, dove si trova il ghiacciaio di Sermeq Kujalleq, il più grande al mondo dopo l'Antartide e patrimonio delle Nazioni Unite, che si è ridotto drasticamente negli ultimi anni divenendo il simbolo degli effetti dei cambiamenti climatici nel mondo. La Groenlandia è un territorio danese semi-autonomo. La leader tedesca, che fino a giugno deteneva la presidenza di turno dell'Ue e guida ancora quella del G8, si fermerà in visita due giorni ed effettuerà un giro in elicottero sopra i ghiacciai dell'area assieme al professore Dorthe Dahl Jensen, uno dei maggiori esperti danesi in materia. Cuc 16-AGO-07 16:48 NNNN

Tra le lettere di oggi

Al direttore - Ero rimasto affascinato da un partito, il Pd, che prima di nascere, prima di avere un’assemblea, un segretario, un ufficio tecnico e uno Stumpo, fosse già riuscito ad avere una scuola, dove s’insegnava a essere democratici. Se ne parlava, mi pare, un anno fa. Ci siete ancora? State bene? Dateci un segnale, per favore. Siete in vacanza? Cioè, come funziona? Vi danno i crediti da recuperare a ottobre? Avete un bonus sui 5 euro delle primarie? Sposetti vi vuole bene? Voterete Adinolfi? Avete un blog? Vi hanno fatto comprare tutti i cd di Fresu? Avete mangiato tanto slow food? Per favore. Dite qualcosa, siamo un po’ preoccupati.
Claudio Cerasa

Il Foglio. "Viva chi vola alto a basso costo"

http://cerazadeallegati.blogspot.com/2007/08/il-foglio-viva-chi-vola-alto-basso.html


domenica 12 agosto 2007

Due o tre cose su Cuba

Dunque, Cuba. Ricordate tutte le parole e tutte le frasi che vi dicono prima di partire, mettetele insieme, ripetete "contraddizioni", "turismo sessuale", "però è un posto affascinante", "mio Dio, è un paradiso", "ma come fai ad andartene", etc etc e moltiplicatele per dieci e poi togliete diciotto anni e andate al 1989. Cioè, l'anno della caduta del Muro di Berlino. Vi diranno sempre così: vi ripeteranno tutte quelle parole che i vostri amici vi avevano detto prima di partire, vi diranno che sì, è tutto vero, e poi vi spiegheranno che prima, quando c'erano i russi, prima che cadesse il muro, a Cuba si stava da Dio etc etc. Potrete anche crederci, potrete anche credere che in fondo la Revoluciòn fu una gran cosa, potrete leggere tutte le guide inzuppate di accecante antiamericanismo (i cubani odiano l'America solo perché non possono sognarla, naturalmente non conoscono nulla degli Stati Uniti però ascoltano Radio Progreso - mi sembra che si chiami così - e leggono i manifesti in giro per l'Havana dove sotto a uno Bush stilizzato si legge: Terrorista, per il resto ripetono a pappagallo). Cuba però è ormai un gran bel pupazzo.


E non si tratta della naturale propaganda, del modo in cui riesci a leggere sulle labbra delle guide come determinate parole si sono stampate nella loro lingua (parlando del 1959, anno della Revoluciòn, non si usano verbi come "arrivò", "ci fu" etc, tutti, ma proprio tutti, utilizzano lo stesso verbo: "triunfò"), e non si tratta del fatto che i cubani provano a farti credere che, in fondo, Cuba dei missilini russi non ne sapeva niente e non si tratta neppure del fatto che le guide fingano di non ricordare la parolina per ricordare il 1961 e la Baia dei porci (come se dice nella vostra lingua? Ah, sconfitta? O no, disfatta forse?), c'entra che da quando Cuba ha deciso di trasformarsi in un parco giochi per turisti, da quando il turismo è la quinta risorsa economica del paese (la quinta lo dicono loro, ma io non ci credo, secondo me è molto, molto di più e chiaramente se Cuba va avanti è anche colpa di turisti con brache e crema solare che vanno lì), da quando i turisti-consumisti-capitalisti sono diventati il principale erogatore di moneta, i cubani che "sogniamo tutti di essere come Che Guevera" e come Fidel Castro (che nel 1957 il New York Times definì il Robin Hood latinoamericano, sapevate?), hanno capito che l'unico modo per "vendere" Cuba ai turisti è quella di dipingerla come una perfetta Gardaland del comunismo, e provano ancora a farla funzionare questa Gardaland, in parte ci riescono ma si vede che è finto, che non è vero, che ci credono solo perché non hanno altro a cui credere davvero. Si vede fin troppo bene che ormai gli anticapitalisti vivono soltanto grazie ai soldi dei capitalisti. Sembra banale, ma non credo lo sia.


E' vero, ci sono alcuni lati affascinanti, è incredibile come tutti pur essendo mediamente molto poveri (dai 12 ai 20 euro a testa è lo stipendio, ma naturalmente da qualche anno c'è tutto il turismo in nero, poi ci sono le mance etc etc), siano però poveri con molta dignità, è incredibile come (se davvero funziona così) il servizio sanitario è gratis per tutti, l'autostop (è una lunga storia) è praticamente legalizzato (nel senso che chi guida se non si ferma si prende la multa), è affascinante come ci sia il libretto per prendere da mangiare, gratis, una volta al mese ed è anche davvero notevole come si percepisca una forte sensazione di voler condividere tutto tutto tutto (per quanto si riesca a percepire in una settimana di vacanza in ciavatte e occhiali da sole), però c'è una parola che credo possa far capire come si sentano i cubani davvero, una frase che va al di là del lavaggio del cervello ("non ho voglia di uscire da Cuba", "non mi interessa vedere altri paesi", "io sto bene qui", etc etc), ma la frasetta, pur riferendosi alla sua specifica condizione di operatrice turistica, è quella detta dalla mia guida, questa: "Non siamo padroni della nostra vita".
Ecco, finisci la tua vacanza a Cuba, rimani indubbiamente colpito da un paio di aspetti ma poi ci pensi e naturalmente non puoi che partire dal principio, dall’inizio: dalla dittatura (che loro spacciano per elezioni libere, dicendo che Fidel potrebbe anche non essere eletto nella sua circoscrizione, perché dipende tutto da noi), dalla non libertà, dalle torture, dal lavaggio del cervello. E allora ti chiedi: si può anche capire la Revoluciòn (ma a leggere le parole che scriveva Fidel prima di cacciare Batista sembra che Fidel parli di se stesso) , ma 40 anni e passa di regime, meglio, di dittatura, di fucilazioni, di non libertà valgono la candela? La risposta è no. Naturalmente no.

giovedì 2 agosto 2007

Ripensaci, Cap

AN: NANIA, CON CAPEZZONE CI SI PUO' BATTERE PER OBIETTIVI COMUNI Roma, 2 ago. (Adnkronos) - "Non trovo nulla di scandaloso nelle dichiarazioni di Daniele Capezzone sulla possibilita' di compiere un percorso insieme ad An. Purche' sia chiaro che una cosa e' battersi per obiettivi comuni, altro e' il progetto politico che si porta avanti ed il campo dei valori di riferimento. Sono stato sempre dell'idea che An debba essere un partito aperto ma con radici ben solide e con una coerente prospettiva". Lo afferma il vicecapogruppo di An al Senato Domenico Nania. (Red-Pol/Ct/Adnkronos) 02-AGO-07 15:42 NNNN